Paolo Verona STUDIOSO e appassionato d' arte, residente a Firenze, conosco quasi tutte le bellezze artistiche della nostra città, salvo alcune, tra cui la cappella Rucellai con il Sacello del Santo Sepolcro (1467), uno dei capolavori di Leon Battista Alberti. In passato ho fatto diversi tentativi di visitarla, ma, anche nell' orario delle funzioni liturgiche, ho trovato la chiesa di San Pancrazio sempre chiusa. Di fronte a tali difficoltà, ero ormai rassegnato a vedere il Sacello solo in fotografia, quando su questo giornale, ho letto l' articolo di Gaia Rau con la notizia che la cappella sarà riaperta al pubblico entro la fine dell' anno. Voglio per questo fare i miei complimenti a tutti i funzionari della soprintendenza che si sono adoperati affinché questo quasi sconosciuto capolavoro divenisse fruibile a un vasto pubblico e invitarli a proseguire su questa strada dell' impegno a rendere visibili a tutti anche quelle opere d' arte fiorentine considerate minori, ma che tali in realtà non sono.