Faccio parte della redazione de L'Ortica, un settimanale locale distribuito da quindici anni a Cerveteri, Ladispoli e Santa Marinella. Faccio riferimento a un articolo di Furio Colombo: "Dove Grillo trova il suo terreno", che racconta un fatto che sta accadendo a Capalbio: la costruzione di un impianto a biogas che presenta delle sorprendenti analogie con quanto sta avvenendo nel comune di Cerveteri, dove dalla Provincia è stata rilasciata l'autorizzazione per una centrale a biogas a Pian della Carlotta, località Sasso. Anche qui, come a Capalbio, quando venne rilasciata l'autorizzazione, l'amministrazione comunale era nelle mani di un sindaco del Pd, Gino Ciogli. Attualmente siamo commissariati, dopo che il sindaco è stato sfiduciato in seguito a una vicenda di corruzione sulla quale è in corso un'indagine presso la Procura di Civitavecchia. La popolazione non è mai stata consultata e la notizia è arrivata dopo che tutti i giochi erano chiusi e fuori tempo per far ricorso al Tar. La zona in cui dovrebbe nascere l'impianto è un'area di notevole pregio non solo da un punto di vista paesaggistico, ma anche agricolo e archeologico. Nelle vicinanze ci sono gli scavi di una villa romana e a un chilometro circa la Necropoli della Banditaccia, sito Unesco, su cui un paio di mesi fa è scoppiata una piccola bufera mediatica in seguito a un articolo di Sergio Rizzo. Inoltre a Pian della Carlotta, a pochi metri dal futuro impianto a biogas, si trovano le acque termali per le quali da anni è in progetto un centro termale, inserito in un contesto più ampio di valorizzazione della vocazione turistica di Cerveteri. Anche qui, come a Capalbio, ci sono enormi problemi di viabilità: si tratta di strade con forte pendenza, dove a volte non è possibile il passaggio contemporaneo di due mezzi nei due sensi di marcia. Questa centrale significa la morte del turismo, dell'agricoltura locale, e più in generale della volontà dei cittadini che da anni stanno cercando un riscatto dal degrado in cui la mala politica ha gettato il territorio. La centrale significa la fine delle speranze di una Cerveteri migliore per cui si battono i comitati cittadini e le associazioni culturali ceretane. Miriam Alborghetti
La centrale biogas distruggerà Cerveteri
Un articolo di Furio Colombo, "Dove Grillo trova il suo terreno", descrive la costruzione di un impianto a biogas a Capalbio, con analogie con la centrale a biogas autorizzata a Pian della Carlotta, località Sasso, in Cerveteri. La popolazione non è stata consultata e la notizia è arrivata dopo che tutti i giochi erano chiusi. L'impianto è situato in un'area di pregio paesaggistico, agricolo e archeologico, con problemi di viabilità e la possibilità di danneggiare le acque termali e la zona turistica. La centrale a biogas è vista come la fine del turismo, dell'agricoltura locale e delle speranze di una Cerveteri migliore.
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