«Sia chiaro subito un concetto - tiene a precisare il sindaco Rosa lervolino - non siamo qui per dare un semplice annuncio, seguendo una logica che non ci appartiene, ma per fare il punto su un intervento operativo già in corso che prosegue secondo un cronoprogramma ben preciso». Questi i tempi dell'operazione Albergo dei Poveri. La prime due gare d'appalto (5 milioni di euro), già bandite, riguardano il recupero delle aree esterne e del piano terra, dove troveranno spazio l'«agorà», gli infopoint e il centro di documentazione sulle trasformazioni urbane: strutture, queste, che si prevede di aprire al pubblico tra l'autunno di quest'anno e la primavera del prossimo. Seguiranno altre due gare dall'importo molto più consistente - circa 35 milioni di euro - per il restyling complessivo dell'edificio. Il percorso si concluderà nell'autunno 2007. L'operazione Albergo dei Poveri ha un illustre «avvocato difensore», che ne ha preso a cuore le sorti e seguirà da vicino il buon esito di tutte le fasi d'intervento: è Francesco Caruso, ambasciatore dell'Italia presso l'Unesco. «Ci siamo incontrati l'altro ieri a Parigi - racconta il professore Giorgio Croci - nel corso di una riunione dedicata al recupero di Gerusalemme. Argomento importantissimo, ma non appena abbiamo lanciato il tema di Palazzo Fuga non siamo più riusciti a tornare sull'ordine del giorno. Questo edificio è unico al mondo. E l'ambasciatore, d'intesa con il direttore generale, ha voluto assumerne la tutela diretta». C'è da dire, ancora, che il progetto di recupero di Palazzo Fuga rientra nel programma «Sara» nel quale sono impegnati 16 paesi europei, con una particolarità: è l'unica iniziativa sviluppata nel settore storico-culturale. Numeri, schemi, planimetrie e disegni tappezzano le pareti della Sala Giunta di Palazzo San Giacomo. La galleria d'immagini racconta il futuro prossimo dell'Albergo dei Poveri, gigante addormentato in piazza Carlo III con tutti i suoi sogni e i suoi numeri da record: 250 anni di vita, 103mila metri quadri di superficie, 830mila metri cubi di volume, nove chilometri di corridoi (ai sensi del codice della strada, ce n'è quanto basta per una corsia da Tir), 440 ambienti, 4mila infissi. Riportarlo alla vita, curando le ferite del terremoto dell'80, poteva sembrare impresa da fantascienza. «E invece siamo di fronte al più tipico esempio di cantiere possibile - spiega Paolo Rocchi, rappresentante del comitato di settore del Ministero per i Beni culturali che ha "benedetto" il progetto di restauro da 50 milioni di euro finanziato con i Boc - il punto debole dell'edificio sta nella sua fragilità dal punto di vista sismico. Alla luce delle ultime esperienze sul campo, possiamo risolvere il problema in modo definitivo». Non a caso il coordinamento del piano di recupero è stato affidato al professore Giorgio Croci, che ha già tirato su dalle macerie la Basilica di San Francesco ad Assisi. A sentirlo, l'operazione pare un gioco: un intervento conservativo capace di non stravolgere le strutture architettoniche (niente cemento armato) e, nello stesso tempo, di renderle insensibili a qualsiasi scossa tellurica. Sulle terrazze, una struttura a pannelli fotovoltaici in grado di produrre 460mila kilowattora e far risparmiare qualcosa come 90mila euro sulla bolletta della luce. Esaurite le spiegazioni tecniche, si passa a illustrare la destinazione d'uso del monumento. «Dopo aver esaminato e scartato ipotesi molto remunerative dal punto di vista economico - precisa il sindaco Rosa lervolino - abbiamo deciso di intraprendere un'altra strada: trasformare il palazzo nella Città dei Giovani». Una scelta di continuità e di impegno, aggiunge. Continuità perché non vada perso il senso originario dell'edificio, luogo d'accoglienza ma anche di istruzione e formazione per i poveri della città, che qui potevano fare amicizia con un libro, uno strumento musicale, l'attrezzo di un mestiere. Impegno perché l'amministrazione comunale vuol dare seguito al punto principale del suo programma, investire nelle nuove generazioni. La Città dei Giovani sarà molte cose insieme. Locali destinati all'alta formazione, che nel breve termine - tra i diciotto e i ventiquattro mesi, annunciano i rettori Guido Trombetti e Pasquale Ciriello - verranno occupati dalle aule della Federico II e dell'Orientale; residenze per gli studenti (ma non solo) distribuite su quattro piani; atelier di arti figurative, scuola di giornalismo, laboratori di teatro e di produzione cinematografica e televisiva, mercato del commercio equo e solidale, palestre, sale da concerto e per la danza, area convegni e mostre, sportelli informativi, internet point, incubatori per l'impresa e l'artigianato, centro per la mediazione linguistica e culturale, ristoranti con corsi di cucina mediterranea e multinetnica, zone a verde, bar; non ultimi, gli spazi permanenti dedicati alla Shoah. «Una grande macchina per la cultura, l'arte, il divertimento, lo sport e la socializzazione che funzioni 24 ore su 24». Così vede il futuro Albergo dei Poveri Rocco Papa, vicesindaco e assessore all'urbanistica, che malgrado tutte le difficoltà disseminate sul percorso non ha mai perso di vista l'obiettivo di recuperare l'edificio e destinarlo a una funzione pari al suo valore storico. Sual'idea, ma il lavoro è di squadra. In campo l'assessore al bilancio Enrico Cardillo, che ha lanciato l'operazione Boc recuperando circa 40 milioni di euro per Palazzo Fuga; l'assessore alle politiche giovanili Casimiro Monti; l'esponente più giovane del consiglio comunale, Leonardo Impegno; l'architetto Carmela Fedele, dirigente dell'ufficio che segue lo sviluppo dei progetti. Ma chi sarà a gestire la macchina Città dei Giovani? Una Fondazione che porta lo stesso nome, presieduta dal sindaco e aperta al contributo di tutti i soggetti (pubblici o privati) che vorranno partecipare alle attività da insediare nel palazzo. «Abbiamo già registrato l'interessamento della Compagnia di San Paolo - precisa il vicesindaco - e siamo fiduciosi nell'attenzione della Fondazione Banco Napoli». Ai nastri di partenza il bando di gara per la creazione di un logo e di una campagna promozionale.