Individuare «una soglia totale di sostenibilità giornaliera turistica, che dovrà poi essere suddivisa in quote invalicabili nei vari segmenti e modalità di arrivo dei flussi turistici, crocerismo compresa».E' una delle osservazioni più significative che hanno presentato alPat, il Piano di assetto del territorio del Comune di Venezia, le associazioni ambientaliste tra cui l'assemblea permanente NoMose e il Comitato No Grandi Navi. Una soglia oltre la quale scatti il blocco degli arrivi a Venezia per evitare di stravolgerne la vita. Si chiede inoltre il ripristino delle norme che governano i cambiamenti d'uso degli immobili per bloccare la trasformazione della città in albergo diffuso. Tra le altre Osservazioni degli ambientalisti, quella che chiede l'estromissione dalla laguna delle grandi navi al di sopra delle 40 mila tonnellate di stazza lorda. Si chiede anche di promuovere con l'Ulss 12 un'indagine epidemiologica sulla salute dei cittadini in connessione con l'inquinamento di diversa natura provocato dal traffico portuale e marittimo e di installare una serie di centra-line in collaborazione con Arpav, Cnr e università per rilevare la qualità dell'aria a Venezia Centro Storico e nelle isole. Si chiede inoltre di inserire nel Pat il riferimenti ai gravissimi danni a tutto l'ecosistema lagunare provocati dai lavori del Mose, redigendo un nuovo piano per il riequilibrio idrogeologico e morfologico della laguna. Si chiede il blocco dei lavori del Mose, con varianti in corso d'opera, riconvertendo le opere marittime realizzate attraverso soluzioni progettuali delle bocche sperimentali, graduali e reversibili. Si chiede inoltre la bonifica dei suoli di Porto Marghera con l'insediamento di attività veramente eco-compatibili, mettendo al bando i cicli produttivi che utilizzano e producono prodotti cancerogeni e genotossici.