VENEZIA. Il presidente della Casinò spa Giorgio Piantini e il direttore generale Armando Favaretto dovranno venire prossimamente nelle Commissioni consiliari Patrimonio e Bilancio a spiegare con quali risorse la casa da gioco pensa di affrontare i costi dell'acquisizione di Palazzo Grassi e le eventuali spese di gestione. Lo hanno stabilito ieri a Ca' Farsetti le due Commissioni consiliari al termine dell'audizione con l'assessore alle Aziende Ugo Campaner, venuto a illustrare la nuova convenzione ventennale tra Comune e Casinò che ieri, però, non ha avuto ancora il via libera per il Consiglio, in attesa di ulteriori approfondimenti. Assodato infatti che la convenzione non prevede nelle sue previsioni economiche i costi dell'acquisizione e del mantenimento di Palazzo Grassi (e neppure dello stadio), ma solo quelli per la realizzazione della nuova sede della casa da gioco, non è stato possibile ottenere da Campaner chiarimenti su come la Casinò spa intenda fare fronte agli esborsi economici. L'assessore ha spiegato che comunque i costi deriverebbero anche dallo storno dei fondi oltre 2 milioni di euro che il Casinò utilizza ogni anno per il marketing, ma c'è chi, come il consigliere di Forza Italia Michele Zuin, ha osservato come queste risorse, se ritenute finora necessarie, verranno a mancare per promuovere la casa da gioco, e una mostra di Dalì non possa avere particolare fascino per chi invece è attratto dai giochi d'azzardo. Di qui la richiesta di convocazione di Piantini e Favaretto. Ma perplessità sollevate anche da qualche consigliere di maggioranza, come il diessino Maurizio Baratello riguardano anche l'eccessiva durata della convenzione, che impegnerà ben quattro amministrazioni, e i conti. «Sulla base dì un solo anno, il 2004, che ha reso al Comune circa 105 milioni di euro ha detto Zuin si imposta una programmazione ventennale in continua crescita, con aumenti di 12 o 13 milioni di euro nel 2008 e 2009, con l'apertura della nuova sede. Ma se l'anno appena concluso è stato un caso isolato o se l'apertura di nuove case da gioco dovesse far scendere le risorse, che ne sarà di questa convenzione?». Ma Campaner non ha mutato opinione, spiegando che la durata ventennale permetterà al Casinò i livelli di indebitamento necessari per garantire gli investimenti in programma.