CHE la politica del rigore possa e debba riguardare anche il bilancio del Ministero dei beni culturali (Minbac) è fuori discussione. In una fase di austerità obbligatoria dei conti pubblici non ci possono essere zone franche sottrattea priori alla disciplina generale. Ciò non toglie che l'applicazione pratica di questa strategia di contenimento delle spese da parte degli enti preposti debba comunque seguire criteri di razionalità e di trasparenza decisionale. Non sembra proprio che rientri in queste regole elementari quanto sta accadendo attorno alla sorte del Museo nazionale delle arti e dell'architettura (Maxxi), una delle poche recenti novità culturali nel panorama capitolino. A metà aprile con un anonimo comunicato dell'Ufficio stampa del Minbac, infatti, è stato preannunciato il commissariamento del Museo sulla base di una motivazione quanto meno reticente. Ovvero spiegando che la decisione era stata assunta a termini di legge in quanto gli amministratori del Maxxi non avevano ancora predisposto il bilancio 2012 dopo aver chiuso con un forte disavanzo quello dell'anno precedente. Procedura a parte, tutto normale? Non proprio, in quanto i gestori del Museo controbattono: 1) di avere realizzato un pareggio nell'esercizio 2011; 2) di non aver potuto ancora predisporre il bilancio 2012 essenzialmente perché il finanziamento ministeriale, a causa dei risparmi programmati, è sceso dai sette milioni del 2010 a due soltanto per l'anno in corso. Alla luce di un taglio così drastico delle risorse c'è da chiedersi quale possa essere il mandato che il Minbac intende affidare all'annunciato commissario: chiudere il Museo o che altro? Logica e coerenza portano, infatti, ad escludere che il Minbac possa diventare di colpo più generoso quando il Maxxi sarà affidato a un suo prescelto.
ROMA - il MAXXI, il mistero di un commissario in un museo sano
Il Ministero dei beni culturali (Minbac) ha annunciato il commissariamento del Museo nazionale delle arti e dell'architettura (Maxxi) a causa di un disavanzo nel bilancio precedente. I gestori del Museo contestano questa decisione, affermando di aver realizzato un pareggio nell'esercizio 2011 e di non poter predisporre il bilancio 2012 a causa di un taglio significativo delle risorse. Il Minbac ha ridotto il finanziamento ministeriale dal 7 milione del 2010 a 2 milioni per l'anno in corso. Il commissario incaricato potrebbe essere chiamato a chiudere il Museo o a prendere altre decisioni.
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