Grandi navi. Il direttore generale di Royal Caribbean «apre» a rotte diverse per entrare Rotondo: temiamo più la tassa di soggiorno. Torna Splendor VENEZIA - Grandi navi fuori dal bacino di San Marco? Sì, se il provvedimento riguarda tutte le compagnie senza privilegi di sorta e purchè si vedano, anche se da lontano, il campanile di San Marco, la Basilica, palazzo Ducale. Ieri nel presentare il restyling dell'ammiraglia «Splendour of the seas» in partenza da Venezia per le isole greche e la Turchia, Gianni Rotondo, direttore generale di Royal Caribbean, non ha citato esplicitamente piazza San Marco ma nell'estromissione delle grandi navi dal centro storico ha parlato della necessità che ci sia «sufficiente prossimità» alle bellezze della Serenissima. Venezia è Il porto preferito dai crocieristi, lasciarlo creerebbe sicuramente perdite alle compagnie tant'è che alla domanda: «Ve ne andreste se le crociere non potessero più passare da bacino di San Marco e canale della Giudecca?», Rotondo ieri non si è sbilanciato e ha ripetuto: «E' prematuro dare una risposta, l'importante è che il trattamento sia equo, uguale per tutti e la soluzione alternativa deve mantenere un'adeguata prossimità, così ci potrebbe andare bene». Quella di Royal Caribbean è di fatto la prima apertura a rotte diverse in città, segno che le compagnie di crociera hanno comunque tutto l'interesse a rimanere a Venezia. L'ipotesi di un trasloco a Mestre, che per Vtp (Venezia terminal passeggeri) è il rischio che si corre allontanando le maxi-navi da San Marco, per gli americani della Royal al momento non è nemmeno preso in considerazione. «Abbiamo a cuore la questione ambientale e il rispetto delle città dove approdiamo e passiamo - ha spiegato Rotondo - per Royal Caribbean è una priorità». Diverso invece l'atteggiamento nei confronti della tassa di soggiorno, il direttore la boccia proprio come gli albergatori. «Di solito scoraggia i clienti - ha detto - molte città l'hanno adottata, Venezia compresa, il problema è che si carica sui costi generali della crociera». Inoltre, c'è il timore che dall'euro e 5o centesimi di partenza, l'imposta lieviti. «L'abbiamo già visto altrove - ha concluso - non dimentichiamoci che le navi danno lavoro e arricchiscono città e indotto». Ieri dopo cinque settimane nei cantieri spagnoli di Cadice la «Splendour of the sea» è tornata a Venezia con cabine e ristorazione rinnovati. Per tutta l'estate navigherà tra Italia, Grecia e Turchia sperando di ospitare sempre più italiani. La Royal è nata infatti come compagnia per crocieristi statunitensi, negli ultimi anni si è aperta a tedeschi, russi e inglesi e ora punta a un pubblico più mediterraneo. Ieri però gli italiani erano ancora pochi e tutti gli ospiti, dopo la prova evacuazione, si sono riversati al nono piano, l'ultimo. Obiettivo? Scattare foto e filmare il lento passaggio per Venezia: una vista mozzafiato che per quasi due ore ha accompagnato il piccolo esercito di passeggeri.