Cristiano Brughitta Ufficio stampa Soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Roma La Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma desidera precisare che è infondata l'accusa, comparsa sulle colonne del Corriere della Sera del 25 aprile, secondo la quale la società Pierreci gestirebbe guide turistiche abusive e poco qualificate al Colosseo, ai Fori e al Palatino. E' vero invece che esiste una legge statale, il codice dei Beni culturali, che con l'art.117 annovera, tra i servizi al pubblico istituibili negli istituti e nei luoghi della cultura, «i servizi di accoglienza, ivi inclusi quelli di assistenza e di intrattenimento per l'infanzia, i servizi di informazione, di guida e assistenza didattica, i centri di incontro». In esito alle previsioni di questa legge, il servizio di assistenza didattica viene erogato da una Associazione temporanea di imprese (Ati), concessionaria a seguito di regolare gara pubblica che all'interno dei compendi demaniali opera a nome e per conto della Soprintendenza; che a sua volta valida il curriculum degli incaricati, tutti archeologi o storici dell'arte con laurea magistrale o specializzazione. Gli operatori svolgono il servizio indossando un cartellino con logo e nome della Soprintendenza; non esercitano una libera professione e sono dipendenti della società Pierreci, componente dell'Ati. Alla quale la Soprintendenza non solo impartisce direttive sui contenuti della visita ma approva le tariffe, che sono il più possibile contenute, giacché la diffusione della cultura rientra fra le finalità istituzionali.