Legambiente. L'associazione chiede una svolta: basta parcheggi e opere estranee al patrimonio e più valorizzazione Lorenzo Albi: proponiamo un Museo delle mura, la parte centrale potrebbe trovare sede all'Arsenale Quale sarà il futuro delle mura e dei forti di Verona? La domanda, rispolverata da Legambiente, è rivolta ai candidati a sindaco, destinatari di una lettera aperta in cui l'associazione, che da vent'anni ha a cuore la valorizzazione della cinta magistrale, invita i futuri amministratori a non perdere un'occasione per la città: inserire nei rispettivi programmi elettorali scelte strategiche su questo monumento di cui, in base al federalismo demaniale, il Comune sarà proprietario e custode. Verona, infatti, è nella lista del Patrimonio mondiale Unesco anche perché «rappresenta in modo eccezionale il concetto della città fortificata». Grazie, insomma, alle sue mura. Ma nonostante alcuni tratti siano stati recuperati con la sinergia tra Comune e associazioni di volontariato, «continua a prevalere l'idea», accusa il presidente di Legambiente Verona Lorenzo Albi, «che le pertinenze della cinta siano terra di nessuno, da occupare nel modo più scriteriato e frammentato, con tutto ciò che non trova posto in altri luoghi: parcheggi, ampliamenti delle sedi viarie, impianti sportivi». E gli esempi sono tanti. Vedi gli edifici progettati e costruiti a ridosso delle mura: «L'Hotel Lux sporge al di sopra del bastione di Santo Spirito e incombe sul muto alla Carnot», sottolinea Albino Perolo, volontario dell'associazione. «E la Passalacqua? Nuovi edifici spunteranno sopra le cortine che delimitano i compendio. A Forte San Procolo è previsto un parcheggio». Elemento di garanzia dovrebbe essere il «Programma di valorizzazione del sistema difensivo veronese» appena approvato, che dovrebbe concludersi con il trasferimento di proprietà al Comune della cinta e dei forti. «Ma nemmeno questo è privo di pericoli», prosegue Albi, «perché in assenza di un progetto complessivo, di un piano di gestione odi adeguate risorse la possibilità di dare in concessione a terzi singole parti dell'insieme comporterebbe ulteriore frantumazione». Che fare, allora, per restituire dignità al Parco delle mura e dei forti? «La cinta non va smembrata ma ricomposta nell'affidamento della gestione», risponde Perolo, «e indirizzata verso usi culturali e turistici. La nostra proposta? E' low-cost, se realizzata con le associazioni di volontariato: un Museo delle mura, il cui cuore andrebbe ospitato all'Arsenale o ai bastioni delle Maddalene. E le porte potrebbero diventare i centri-visite, punto di partenza peri tour guidati e punti di distribuzione di materiale informativo». La convenzione LA GESTIONE. A fine anni '90 è la Giunta Sironi a inserire il «Parco delle Mura storiche» nella variante al Piano regolatore. Oggi la gestione è affidata dal Comune, attraverso una convenzione con Amia, a Legambiente (porzioni a destra e sinistra di Porta Palio), Società di Mutuo Soccorso (Porta Palio), Comitato per il Verde (da San Zeno in Monte a Castel San Felice), Agesci Verona 10 (Porta S. Giorgio).