Gli enti locali approvano la nomina decisa dal ministro Ornaghi «Scelta perché è una straordinaria foundraiser» Gli assessori: «Era giusto chiamare una persona che già lavora sul territorio» Fortuna che è arrivato il ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi a raddrizzare l'umore di una giornata che prometteva di non essere delle migliori. A Evelina Christillin avevano appena presentato il conto per il 2012 della fondazione Teatro Stabile, di cui è presidente - un milione di euro in meno di finanziamenti dal Comune - quando il governo ha annunciato che a settembre toccherà a lei prendere il posto di Alain Elkann alla presidenza del museo Egizio. «Sono sicuro che proseguirà l'eccellente lavoro di Elkann. L'ho scelta per mille motivi», ha spiegato Ornaghi, «non ultimo il fatto che è una straordinaria foundraiser». Una procacciatrice di risorse. Di questi tempi non guasta. Anzi. Un'eccellenza C'è da mantenere sulla breccia uno dei musei più importanti d'Italia. E uno dei più visitati: l'Egizio ha chiuso il 2011 con 41.796 ingressi, contro i 32.377 del 2010, sfruttando l'onda lunga di Italia 150 e il boom di turisti in città. Secondo la classifica redatta nel 2011 da Giornale dell'Arte e The Art Newspaper, riferita ai dati dell'anno precedente, insieme con il museo del Cinema l'Egizio era entrato nella top ten dei siti italiani più apprezzati e visitati. Un'eccellenza, insomma, in continua crescita da anni. Tra cinque mesi scade il mandato di Elkann, inaugurato nell'ottobre del 2004. Per sostituirlo Ornaghi ha individuato Christillin. A Roma sperano che il nuovo corso dia ulteriore impulso alla fondazione, alla partnership con i privati e alla stretta interazione fra i musei. La soddisfazione. Puntano su di lei, la signora delle Olimpiadi, 56 anni e un attivismo che non conosce sosta: presidente del Teatro Stabile, dell'Agis piemontese (Associazione generale italiana dello spettacolo), e della Filarmonica 900 del Teatro Regio. Ora arriva l'Egizio. Un'altra sfida. «Dopo gli anni a dir poco positivi della presidenza Elkann, visto che non poteva più essere rinnovato, speravamo nella nomina di una persona competente e di Torino», commenta l'assessore alla Cultura del Comune Maurizio Braccialarghe. «Perciò siamo soddisfatti». Parole molto simili a quelle pronunciate da Ugo Perone, titolare delle deleghe culturali in Provincia: «Sono lieto che il ministero abbia scelto qualcuno che lavora nell'ambito della cultura del territorio: giusto privilegiare le risorse locali. Non so se sarà in grado di conciliare il nuovo impegno con quello al Teatro Stabile, ma questo sarà un problema da affrontare eventualmente in un secondo momento». L'ottimismo. E lei, la signora degli anelli, madrina delle Olimpiadi? Molti la considerano uno dei volti della nuova Torino, la metropoli che ha tirato un calcio al grigiore e si è scoperta fiduciosa di sé, ottimista. Lo è rimasta anche ai vertici della cultura torinese (la nomina allo Stabile è del 2007) al tempo delle vacche magre. Un inno all'ottimismo, anche quando c'è da affrontare la scure dei tagli. Un anno fa, quando le chiedevano come stava il Teatro Stabile, già falcidiato dalle riduzioni di budget, rispondeva così: «Bene, è magro ma muscoloso, in forma». Chissà che cosa avrà detto ieri, dopo aver saputo che per il suo Stabile dovrà rinunciare a un altro milione. Sulla nomina all'Egizio nessun commento. Più avanti, si troverà il tempo e il modo.
Torino. "Christillin all' Egizio scelta azzeccata"
Il ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi ha nominato Evelina Christillin alla presidenza del museo Egizio di Torino. La scelta è stata motivata dal fatto che Christillin è una "straordinaria foundraiser" e una persona che già lavora sul territorio. Il museo ha chiuso il 2011 con 41.796 ingressi, classificandosi tra i siti italiani più apprezzati e visitati. Il mandato di Alain Elkann, attuale presidente, scade entro cinque mesi. L'assessore alla Cultura del Comune di Torino, Maurizio Braccialarghe, ha espresso soddisfazione per la nomina, sottolineando l'importanza di privilegiare le risorse locali.
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