Amianto tra le testimonianze più importanti della gloriosa storia della colonia greca di Gela. Nell'area archeologica di Caposoprano (fulcro della vita cittadina dopo la rifondazione, avvenuta tra il 339 e il 338 a.C., ad opera di Timoleonte, quando nacquero i nuovi quartieri abitativi con strade parallele che si congiungevano a una lunga strada principale), lungo il tragitto per raggiungere le mura, sotto gli alberi secolari vi sono lastre di eternit giallastro, materiale che, come è noto, contiene amianto. Proseguendo, prima delle mura si arriva ai resti degli ambienti della città ellenistica. Ed è lì che il visitatore nota tra i reperti le lastre di eternit. Ce ne sono tante sparse nella grande area archeologica. Alcune sono anche numerate, segno che sono state catalogate per un eventuale smaltimento che però non è avvenuto. L'immagine di degrado di uno dei più importanti siti archeologici della Sicilia è arricchito dalle erbacce che sovrastano i resti archeologi fino quasi a coprirli. Ripulita per la Settimana della cultura l'area più vicina alle mura (lo ha fatto il Comune che non ne ha peraltro la competenza). Il resto della vastissma area è rimasto in balia delle erbacce. Amianto ed erbacce, un binomio micidiale per ogni politica di valorizzazione del sito. Ma non bisogna dimenticare che l'area archeologica delle mura è il feudo dei cani randagi. Vari visitatori ne hanno pagato le spese. Inutile pensare di visitare l'Antiquarium delle mura: non esiste più. Vandali e ladri hanno fato il loro dovere. Perché visitare quel sito quando tra amianto e cani si mette a repentaglio la vita? Perchè farlo se per entrare ti dicono che il biglietto devi acquistarlo al museo, cioè all'altro capo della città? Altri disagi: niente parcheggio per autobus e niente servizi per i turisti. Neanche un punto di ritorno. Solo un bagno all'ingresso che serve anche per i dipendenti e come deposito di scope e secchi. Hanno dato il massimo i giovani dell'associazione Triskelion, durante la Settimana della cultura, per mettere in evidenza la storia della città e il suo patrimonio archeologico. C'e però un degrado incancrenito da anni di incuria da parte delle istituzioni che si frappone davanti ad ogni voglia di riscatto, come un muro insormontabile. M. C. G. 29042012
SICILIA - Amianto tra le testimonianze più importanti della gloriosa storia della colonia greca di Gela
L'area archeologica di Caposoprano a Gela, in Sicilia, è stata colpita dal degrado dovuto all'esposizione all'amianto e alle erbacce. Le lastre di eternit contenenti amianto sono state trovate in vari punti dell'area, comprese le mura e gli ambienti della città ellenistica. L'area è stata ripulita solo parzialmente e il resto è rimasto in balia delle erbacce. Il sito è anche stato danneggiato dai cani randagi e dai ladri. I visitatori devono pagare per visitare l'area e il biglietto deve essere acquistato al museo, che si trova all'altro capo della città. L'area manca di parcheggio, servizi per i turisti e un punto di ritorno.
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