Non ci si ritrova nell'Agorà di Atene, ma il principio è lo stesso: ogni cittadino ha la possibilità di porre domande dirette a chi lo rappresenterà nel governo della città, e di contribuire alla definizione e al chiarimento di questioni di rilievo. Punta proprio sull'antico concetto di democrazia, il secondo incontro del ciclo «Abitare la città dimenticata», dal titolo «Riflessioni per ripensare la città costruita». Si terrà domani dalle 9.15 alle 13, nella Sala Righi di via Baganza 9a a Parma, e darà modo alla società civile di incontrare i candidati a sindaco delle prossime elezioni amministrative. La mattinata di studi, organizzata dall'Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Parma insieme alla Fondazione architetti di Parma e Piacenza, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, della Provincia, del Comune e dell'Università di Parma, della Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici di Parma e Piacenza e dal Consiglio nazionale architetti, si aprirà con una introduzione al tema da parte degli organizzatori dell'evento e con un approfondimento dell'urbanista Paolo Cottino, docente al Politecnico di Milano, sugli usi del riuso per reinventare il paesaggio urbano. A seguire, uno spazio regolato di circa mezz'ora, per domande, riflessioni e considerazioni del pubblico in sala con interventi della durata massima di un minuto, i cui contenuti saranno raccolti all'atto della registrazione. A queste sollecitazioni potranno rispondere, nella parte conclusiva dell'incontro, i dieci candidati a sindaco per la città di Parma. «Intensamente voluto dall'Ordine degli architetti spiega il presidente Alessandro Tassi-Carboni , questo secondo incontro riprende il dibattito sul recupero e il riutilizzo degli edifici sottoutilizzati, non utilizzati, dismessi o dismissibili della nostra città, dai grandi complessi monumentali di San Francesco, di San Paolo, di San Luca degli Eremitani e dell'Ospedale Vecchio, ai tanti edifici distribuiti nel tessuto urbano, di minor rilevanza storica per la memoria civica, ma in posizioni di notevole importanza strategica. L'obiettivo è far emergere sul tema i quesiti di cittadini ed enti e associazioni culturali e metterli a confronto con le prospettive dei candidati a sindaco, al fine di riflettere su quale possa essere il migliore percorso di riabilitazione per Parma». Un'occasione unica per ripensare la città, non solo nelle sue singole parti «dimenticate», ma anche nel suo disegno complessivo, cercando per ogni edificio nuove funzioni compatibili con l'intero sviluppo urbano e ambientale e tali da attivare una riqualificazione socio-economica su vasta scala. «I tre spunti che possono aprire il confronto prosegue Tassi-Carboni sono quelli della prospettiva, ossia di quale idea di città perseguire, della mobilità in tutta la sua complessità, legata agli stili di vita, e della riscoperta dei quartieri e delle loro sinergie con il contesto urbano». L'impegno a fare da enzima al processo di valorizzazione e rimessa in circolo del presente in vista del futuro non si ferma qui. «Nei prossimi mesi - spiega Gabriella Incerti, consigliere dell'Ordine degli architetti - proporremo una serie di incontri tematici sulle fabbriche più significative della città, sulle possibili forme di reperimento dei finanziamenti attraverso una relazione virtuosa tra pubblico e privato, e su altre esperienze in atto, ad esempio a Torino e a Milano».