Nel corso delle celebrazioni le residenze sabaude hanno quasi raddoppiato laffluenza di pubblico. Per alcune un vero trionfo Lo scopo principale delloperazione è innanzitutto quello di ridurre le spese di gestione mettendo in comune ad esempio tutti i servizi Sarà Venaria il cuore del sistema Turetta, direttore regionale del Mibac: "Nel 2012 vogliamo confermare la crescita e i presupposti in questo senso si sono già visti a Pasqua" Nel 2011, con il Centocinquantenario dellUnità, le residenze sabaude hanno quasi raddoppiato laffluenza del pubblico. Per alcune di esse è stato addirittura un trionfo. Tra tutte Venaria, che, complici le grandi mostre, dalla "Bella Italia" a "Leonardo. Il genio, il mito", ha sfiorato il milione di visitatori (la cifra tonda si è raggiunta a gennaio, con la mostra del vinciano ancora aperta). Ma come stanno ora, in un anno privo di eventi di grande risonanza mediatica, le ex dimore di casa Savoia, dichiarate nel 1997 dallUnesco Patrimonio dellumanità? Qual è insomma oggi «lo stato del regno», dei suoi beni e delle sue bellezze? E a che punto è il progetto, mai di fatto realizzato, di metterle in rete? «Certo il 2011 ha coinciso con un anno particolarmente felice, nel 2012 vogliamo confermare la crescita e i presupposti in questo senso già ci sono - dice il direttore regionale del Mibac Mario Turetta. - Negli ultimi fine settimana, e in particolare durante le vacanze pasquali, abbiamo riscontrato che i nostri siti continuano a essere attraenti per chi decide di fare turismo culturale. E questo nonostante la crisi, che in un certo senso però, spiace quasi dirlo, ci aiuta. Molti infatti hanno rinunciato alle vacanze allestero e ai fine settimana in località costose, per dedicarsi a mete più vicine e a prezzi contenuti, tra queste le nostre regge. Noi intendiamo comunque proseguire limpegno». Stanno abbastanza bene insomma le residenze sabaude, qualcuna più e qualcuna meno. E siccome quella che sta meglio è la Reggia di Venaria, la si vorrebbe mettere al centro del "Circuito delle residenze sabaude". Quellentità spesso chiamata in causa, durante le visite dei ministri dei beni culturali e nei bilanci dei successi turistici della città e del territorio, che di fatto non si è mai concretizzata. Ma ora pare si sia a una svolta. Lassaggio si è avuto in occasione della mostra "I quadri del Re", inaugurata ai primi di aprile e dislocata tra la Manica nuova di Palazzo Reale - futura sede della Galleria Sabauda - e la Reggia di Venaria. Due le sedi, ma unica la gestione di biglietteria, prenotazioni, visite guidate, comunicazione, affidata al Consorzio La Venaria Reale. «E stato il primo esperimento di messa in comune di servizi, che ha dato per ora risultati positivi. Potrebbe essere presto esteso ad altre realtà, facendo capo ancora a Venaria, destinata a divenire il centro di una vera e propria rete - continua Turetta. - Lo statuto del Consorzio, struttura elastica e flessibile, prevede infatti aperture di servizi ai soci che ne fanno parte, come la Regione e il Ministero. Ogni reggia manterrebbe dunque la propria identità e titolarità, mettendo in comune i servizi». Per ora si è parlato - in una riunione giovedì nellassessorato alla cultura della Regione, tra il "padrone di casa" Michele Coppola, lo stesso Turetta e il patron di Venaria Alberto Vanelli, un altro incontro è previsto tra una decina di giorni - di una partnership, oltre che con Palazzo e Polo Reale, con il Castello di Racconigi, potrebbe poi toccare alla Palazzina di Stupinigi. E forse anche al Castello di Rivoli. Che, come fa sapere lassessore Coppola, potrebbe "tradire" il precedente accordo con il Comune, per lingresso nella Superfondazione dei musei, e passare al sistema delle regge. Enfatizzando il ruolo di residenza aulica, a scapito di quello di museo di arte contemporanea, ritenuto peraltro fino a non troppo tempo fa sulla scena internazionale il fiore allocchiello dellarte torinese. Intanto, in attesa di conoscere gli sviluppi di bozze di accordi poste su vari tavoli, e le possibili confluenze in una rete comune, le varie regge proseguono, con maggiore o minore difficoltà, per la loro strada. Tra queste la Palazzina di Stupinigi, tra le perle del sistema, che proprio oggi riapre alle visite (fino a giugno solo nel fine settimana). La Palazzina si è trovata coinvolta nello stato di crisi dellente proprietario, la Fondazione Ordine Mauriziano. Il Ministero ha comunque portato avanti i restauri, cui ha contribuito il partner storico Fondazione Crt, mentre altri lavori - il recupero della Sala del Cignaroli - saranno finanziati a breve dalla Consulta. Ora ci sono schiarite allorizzonte - il debito dellOrdine dovrebbe tra breve essere estinto - che fanno ben sperare: «Siamo ancora in una fase di passaggio, ma abbiamo ritenuto prioritaria lapertura al pubblico - dice il vice commissario, avvocato Cristiana Maccagno. - Quando la Fondazione potrà perseguire a pieno titolo la promozione e valorizzazione del suo patrimonio storico culturale, saremo disponibili a studiare tutte le possibili sinergie sulle residenze sabaude che, non va dimenticato, sono patrimonio dellumanità nel loro insieme». Anche il Castello di Moncalieri sta per uscire da un periodo difficile, ancora legato allincendio del 2008. Nellautunno dovrebbero essere finalmente tolti i ponteggi che circondano il torrione danneggiato, mentre saranno recuperati (limporto dei lavori è di 6 milioni e 200mila euro, erogati anche da Compagnia di San Paolo) gli appartamenti reali destinati a ospitare, se il progetto proseguirà, il Centro nazionale per il Libro. E se il Castello di Aglié insegue ancora i sogni di gloria legati al successo della serie Tv Elisa di Rivombrosa - con numeri mai più raggiunti - la Reggia di Venaria, in attesa di divenire a tutti gli effetti la "porta del sistema", più che al passato pensa al futuro: «Per ora gli ingressi hanno subito una flessione del 10 rispetto allanno del 150, che diventa del 20 se ci si rapporta al periodo delle grandi esposizioni - dice il direttore Alberto Vanelli. - Ma risaliremo con i prossimi eventi, in particolare con la mostra dei tesori di Fabergé a luglio e con quella della "Barca sublime", ovvero la Peota reale, a metà ottobre».