Per il ministro non ci sono vincoli. Contrario Alemanno Comune, Regione e Provincia hanno tempo fino al 4 maggio Ore 19, si conclude il vertice tra il ministro dell'Ambiente e i rappresentanti di Campidoglio, Regione, Provincia e Regione. Abbiamo il sito per la discarica? No, abbiamo una graduatoria che vede sul gradino più alto Monte Carnevale, l'area per la quale il sindaco Gianni Alemanno (ma anche Provincia e Regione) ha detto no, tanto da promettere ai cittadini di Valle Galeria di scendere in strada a protestare con loro. E ieri sera Alemanno ha insistito: «Sono assolutamente contrario. L'avevo già detto qualche giorno fa e lo ribadisco». Infuriati anche gli abitanti di Valle Galeria. Sergio Apollonio, storico presidente del comitato contro Malagrotta: «Il sito di Monte Carnevale è completamente inadeguato, è piccolo ed insiste sempre nella stessa area della Valle Galeria ufficialmente riconosciuta come gravemente inquinata». Torniamo alla conferenza stampa di ieri sera. Il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, presenta una graduatoria dei siti dove realizzare la discarica provvisoria. Le divide per fasce e nella prima mette due aree: Monte Carnevale, zona di Malagrotta, e Pizzo del Prete, Fiumicino. Ma se per quest'ultima stesso avverte che sarebbe molto costoso realizzare le infrastrutture viarie, per la prima - una cava - Clini osserva: «Monte Carnevale dal punto di vista tecnico è la più idonea. Esiste una problematica di tipo sociale». Vale a dire: qui la popolazione convive con Malagrotta e con altri impianti industriali ed inquinanti. Nella graduatoria, in secondo fascia (soluzioni praticabili ma ad alcune condizioni), ci sono Pian dell'Olmo (XX Municipio ma a ridosso di Riano) e Monti dell'Ortaccio (ancora una volta zona di Malagrotta). Per Pian dell'Olmo ci sono problemi di impermeabilizzazione, visto che c'è il tufo: si può fare una discarica, ma con complesse opere di ingegneria, servirebbero tempo e soldi. Monti dell'Ortaccio, al di là del problema sociale come a Monte Carnevale, registrare la contaminazione ambientale determinata dalla discarica e dalla raffineria. Terza fascia per Quadro Alto (Riano) e Corcolle (ottavo municipio): il ministro Clini parla di sorgenti superficiali rispettivamente di 300 e 800 litri al secondo. «C'è un'estrema vulnerabilità del terreno, i vincoli non sono superabili. Noi abbiamo impiegato 40 giorni a verificarlo», osserva Clini, che è anche una indiretta bacchettata al prefetto Giuseppe Pecoraro, commissario per l'emergenza rifiuti, che da ottobre a marzo, ha continuato a indicare Quadro Alto e Riano. Detto che in quarta fascia ci sono aree inutilizzabili (Osteriaccia e Castel Romano), che anche Allumiere non va bene perché costerebbe troppo predisporre l'area militare, Clini di fatto fa tre conclusioni. La prima: noi abbiamo fornito un'analisi, ma la decisione dovrà prenderla colui che «al momento è il commissario per l'emergenza rifiuti, il prefetto»; la seconda: i tempi slittano, gli enti locali hanno chiesto di riflettere fino al 4 maggio, «ma l'accordo di programma dovrà essere condiviso da tutti e da tutti dovrà essere condivisa la scelta del sito»; la terza: «Non bisogna fare la tombola della discarica, il piano ha senso se è complessivo, con azioni per la differenziata, il trattamento e il recupero energetico». I FONDI I Raccolta differenziata 30 milioni per arrivare al 65 in tre anni Nel piano per Roma presentato ufficialmente ieri dal ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, per la prima volta si parla dell'entità delle risorse da destinare alla raccolta differenziata a Roma. Si tratta di una cifra importante, visto che saranno stanziati 10 milioni di euro all'anno, per tre anni, per un totale di 30 milioni. Il ministro ha illustrato nel dettaglio anche in che tempi deve aumentare la percentuale della differenziata a Roma: «Bisogna sviluppare un sistema di raccolta differenziata che raggiunga il valore del 35 per cento entro la fuse del 2012, del 50 per cento entro il 2013 e del 65 per cento entro il 2014. Inoltre, bisogna assicurare l'effettiva valorizzazione economica della raccolta differenziata». Come saranno utilizzati i 30 milioni di euro che il Governo metterà a disposizione per la Capitale e per una moderna gestione del ciclo dei rifiuti (ora una grande quantità va in discarica senza essere trattata e per questo è in corso una procedura di infrazione dell'Unione europea che potrebbe costare molto cara)? Clini: «Il contributo dovrà essere finalizzato alle attività di raccolta differenziata e di monitoraggio dei diversi stadi operativi. Il finanziamento è legato all'attuazione del Piano. Se non ci sarà l'accordo, non ci saranno i soldi»? Ma davvero Roma pub raggiungere il 65 per cento? «Naturalmente ci sono molte opinioni che suggeriscono che Roma non potrà mai farcela perché è una città particolare. Noi abbiamo un'idea diversa». M.Ev. I TEMPI Malagrotta chiuderà quando sarà pronto il nuovo sito. Fino a quando resterà aperta la discarica di Malagrotta? La proroga scade il 29 giugno e il ministro Corrado Clini ha detto, perentorio, che non sarà consentito a Roma di finire in emergenza, la chiusura di Malagrotta potrà avvenire «solo in modo contestuale all'attuazione dell'accordo di programma del Piano per Roma». In sintesi: Malagrotta chiuderà solo quando sarà pronta una nuova discarica provvisoria, che dovrà avere comunque un ruolo residuale. C'è tempo, dunque? Poco. Clini ha aggiunto: «Malagrotta dopo la scadenza dell'ultima proroga potrà restare aperta per qualche altro mese, non di più. Questo significa che dobbiamo fare presto, che bisogna mettere in campo una decisione sulla discarica provvisoria entro i prossimi dieci giorni. Altrimenti Roma sarebbe costretta a portare i rifiuti in altre regioni o all'estero». C'è un piano di emergenza pronto nel caso il percorso della realizzazione della discarica provvisoria dovesse fermarsi? «No e auspico che vi sia una decisione condivisa, non solo del prefetto Giuseppe Pecoraro ma di tutti gli enti locali». Nel piano per Roma, fra l'altro, Clini fissa anche un'altra data importante: se il piano della differenziata e degli impianti di trattamento viaggerà rapido, sarà molto bassa la percentuale di rifiuti che finirà in discarica. Ma comunque una discarica definitiva servirà «sia pure piccola e di servizio». Nell'accordo di programma Clini scrive che l'area per la discarica definitiva deve essere indicata entro il 30 giugno. GLI IMPIANTI Il Termovalorizzatore da finanziare con tariffe più care. Ieri pomeriggio, l'incontro sull'accordo di programma al Ministero dell'Ambiente è stato diviso in due parti. Nella prima Clini ha parlato con i rappresentanti delle istituzioni, ma nella seconda ha incontrato i soggetti privati coinvolti nella gestione del ciclo dei rifiuti. E alle 18.30 l'arrivo dell'avvocato Manlio Cerroni, a cui fa capo la discarica di Malagrotta, non è passato inosservato. «Sono stato chiamato dal ministro Clini», ha sorriso ai giornalisti Cerroni prima di entrare. Attenzione, non c'è stato alcun trattamento particolare per il rae dei rifiuti»: in realtà all'incontro c'erano anche rappresentanti di altre aziende, come l'Acea, l'Ama, il Conai, Gaia. L'obiettivo è collaborare con aziende pubbliche e private per «completare il sistema di impianti di Tmb - trattamento meccanico biologico e degli impianti di valorizzazione energetica dei rifiuti». Se da una parte dovranno funziona meglio del passato i diversi Tmb sparsi in provincia, le sottolineature più volte fatte da Clini sulla «valorizzazione energetica» dei rifiuti porta il pensiero alla necessità di accelerare i tempi per la realizzazione del termovalorizzatore di Albano (c'è stato il via libera del Consiglio di Stato, ma ci sono state anche dure contestazioni della popolazione). Nell'accordo di programma Climi tocca un altro tasto delicato che non farà felice né enti locali, né cittadini: bisognerà «aggiornare le tariffe per la copertura dei costi e la sostenibilità del ciclo complessivo».