Il Comune prevede lavori alle vetrate, all'impianto di condizionamento e anti infiltrazioni VARESE - Perfino la direttrice, Emma Zanella, ha dovuto ammetterlo: «La città fa ancora fatica a riconoscere il museo come proprio». Una ragione in più, per lei come per i consiglieri presenti l'altro giorno alla commissione Cultura a tema Maga, per mostrarsi preoccupati di fronte al prospettato ridimensionamento del settore didattica, forse il più efficace strumento di comunicazione tra galleria e Due Galli. Ma se da una parte l'esigenza di mantenere aperto questo canale è indiscutibile e sottolineata da destra a sinistra, dall'altra non si può non fare i conti con un'altrettanto indispensabile riduzione delle spese; contestuale (almeno queste sono le intenzioni) a sortite in Provincia, Regione e persino al Mibac per battere cassa dato che, è stato sottolineato, «fin qui il loro contributo è stata poca cosa». DIDATTICA - «Otto persone fisse in questo ambito sono fuori da ogni logica alla luce dei dati». E mostrando il trend di laboratori e dintorni assolutamente discontinuo da un giorno all'altro e di mese in mese che l'assessore competente Sebastiano Nicosia motiva la necessità di rimettere mano alla didattica. Un settore in cui, cifre alla mano, nonostante i 18mila utenti l'anno, le uscite continuano a essere maggiori delle entrate. «L'intenzione non è di depotenziare il servizio rassicura l'esponente dell'esecutivo anzi: vorremmo ampliare il raggio d'azione oltre i confini della città. Poi, una volta entrati a regime si potrà ragionare su nuovi incrementi del settore». FUTURO Confermata questa posizione («è un ambito estremamente importante; vogliamo un museo dinamico e per tanto sosterremo anche il biennio universitario»), al sindaco Edoardo Guenzani tocca il compito di fare i conti in tasca all'ex Gam per illustrare attraverso i numeri l'inevitabilità di manovre di contenimento dei costi. «Oltre al contributo di 750mila euro più 200mila per le mostre snocciola il Comune si fa carico delle utenze, per circa 120mila euro». Se poi si aggiungono lavori necessari su impianto di condizionamento e in chiave anti-infiltrazioni, nonché quelli sulla vetrata dell'atrio da cui filtra troppa luce con il rischio di rovinare le tele esposte in via De Magri, il quadro è completo. E, dal punto di vista del portafogli comunale già provato da sforamento del patto e riduzioni dei trasferimenti,non molto allegro.