In centinaia alla gara per salvare gli Scavi: sarebbero oltre cinquecento i partecipanti ai cinque bandi di gara per il primo lotto di lavori del Grande Progetto Pompei. Le offerte per eseguire i lavori di restauro di cinque Domus sono arrivate al ministero dei Beni Culturali da aziende italiane ed europee, così come previsto dalle norme che regolano i bandi dell'Unione europea. Un risultato clamoroso, anche perché la gara si è fatta particolarmente affollata proprio ad un passo dalla chiusura: alle 14 dello scorso 24 aprile - il bando di gara scadeva alle 15 - infatti, le offerte arrivate erano poco più di sessanta e subito si era parlato di una partecipazione da record. Nell'ultima ora, dunque, in via del Collegio Romano sono arrivati centinaia e centinaia di plichi creando molto stupore e anche qualche disagio a chi ha dovuto protocollarle. Si saprà il 3 maggio, quando le buste verranno aperte pubblicamente al ministero, quali sono le ditte che si sono candidate ad eseguire i restauri delle prime cinque Domus ai quali sono stati destinati 6 dei 105 milioni di fondi europei. Bisognerà attendere invece circa settanta giorni, per conoscere quali, tra le oltre 500 imprese, italiane ed europee interessate, si saranno aggiudicate gli appalti: le commissioni esaminatrici verranno nominate al più presto dalla Soprintendente e si metteranno subito al lavoro. Per le imprese si è trattata di una corsa contro il tempo. I bandi di gara per i lavori di restauro delle Domus di Sirico, del Marinaio, dei Dioscuri, della Parete Rossa e del Criptoportico sono stati infatti pubblicati il 4 aprile scorso sulla Gazzetta ufficiale italiana e su quella europea. Tempi ristrettissimi indicati espressamente dal decreto 34 del marzo 2011 che ha fissato le linee dell'intervento straordinario per Pompei e che dovranno essere adottati anche per gli altri bandi, che verranno pubblicati nei prossimi mesi, al quale stanno già lavorando i tecnici di soprintendenza e ministero supportati da Invitalia, la società inhouse del Mibac. Tutti i lavori che verranno eseguiti a Pompei fino a dicembre del 2015, dovranno rispettare le rigide procedure previste dal Protocollo di legalità predisposto per assicurare appalti blindati ai 105 milioni con cui Bruxelles ha deciso di finanziare la rinascita di Pompei all'indomani del crollo della Schola Armaturarum. Il Grande Progetto Pompei, che nelle intenzioni del governo deve rispondere ai due obiettivi di «mettere in sicurezza il sito e tenere lontana la criminalità organizzata» dunque, sperimenterà per la prima volta un nuovo sistema di trasparenza e legalità che verrà applicato all'intera filiera dei lavori. La trasparenza Task force per i controlli di legalità sui cantieri. I primi cantieri, sotto la sorveglianza della task force di prefetti affidata al coordinamento di Fernando Guida e secondo quanto prescritto dal Protocollo di Legalità sottoscritto tra Soprintendenza e Prefettura, apriranno tra la fine di giugno e di primi di luglio, ma, secondo quanto assicurato dal direttore generale del Mibac Antonia Pasqua Recchia non dovrebbero esserci disagi per i visitatori. Si stima anzi che la sola apertura dei cantieri avrà l'effetto promozionale di portare agli Scavi 300mila visitatori in più. Materiali e uomini impegnati nei lavori avranno comunquei un ingresso dedicato che non interferirà con l'accesso al pubblico. Quanto alle aree interessate dai lavori - le cinque Domus oggetto di restauro sono da tempo chiuse ai visitatori - una apposita segnaletica segnalerà agli ospiti degli Scavi gli interventi in corso. Predisposta anche una brochure nella quale verranno spiegati gli interventi che il Grande Progetto Pompei ha previsto per consegnare al futuro le rovine della città vecchia di venti secoli.
POMPEI - Pompei boom di offerte con 500 aziende
Il ministero dei Beni Culturali ha ricevuto oltre 500 offerte per il primo lotto di lavori del Grande Progetto Pompei, che prevede il restauro di cinque Domus. Le offerte sono state ricevute in via del Collegio Romano, dove sono arrivati centinaia di plichi, creando disagio per alcuni. Le buste verranno aperte pubblicamente il 3 maggio per conoscere le ditte che si sono aggiudicate gli appalti. Le commissioni esaminatrici verranno nominate al più presto dalla Soprintendente e si metteranno al lavoro. I bandi di gara sono stati pubblicati il 4 aprile scorso e i lavori dovranno rispettare le procedure previste dal Protocollo di legalità per assicurare appalti blindati.
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