Facebook ha giocato un ruolo importante per salvare la biblioteca Satta quando la Regione aveva negato la disponibilità dei fondi, salvo poi ripensarci. Ora, passata la mobilitazione, il caso Satta rimbalza forte di nuovo su Facebook, tirato in ballo da Graziano Siotto, autore di altre bacchettate via web alla politica cittadina. «Mentre noi discutevamo sul mancato finanziamento della Regione, la commissione Cultura il 14 marzo ha approvato un testo che potrebbe porre fine all'agonizzante situazione del consorzio Satta», denuncia nel blog. LA RIFORMA. Il testo adottato dalla Commissione prevede l'istituzione di una "Fondazione Sardegna beni culturali" che metterebbe assieme tutti i servizi presenti nell'Isola, dai siti archeologici ai musei, dalle biblioteche agli archivi. Verrebbero riuniti nella stessa Fondazione a cui parteciperebbero la stessa Regione, le Province, i Comuni, ma anche privati. Obiettivo la gestione, la valorizzazione, la ricerca scientifica e la fruizione del patrimonio culturale dell'Isola, l'integrazione tra istituti e luoghi della cultura, lo sviluppo di attività editoriali, la promozione di convegni, concorsi, borse di studio. Resta da capire come si inserirebbe in un sistema simile il consorzio Satta. IN CONSIGLIO. La prospettiva non è emersa durante l'audizione nel consiglio comunale di una settimana fa del commissario del consorzio Satta, Vannina Mulas. Neppure è venuta fuori dagli interventi degli esponenti dell'opposizione che hanno contestato invece le indennità del commissario. Il testo passato nella commissione regionale, oltretutto, coinvolge altre istituzioni culturali nuoresi, dal Man alla Fondazione per l'università. La commissione indica anche la composizione del comitato tecnico-scientifico della futura Fondazione, articolato per sezioni: in tutte sono rappresentate le università di Cagliari e di Sassari, il ministero per i Beni e le attività culturali; per i beni demo-etno-antropologici, anche "un rappresentante scelto dall'Istituto etnografico della Sardegna". «Il Consorzio - accusa Siotto - avrebbe dovuto mostrare interesse alla partecipazione e invece tutto tace».