«L'esperienza di Firenze ha dimostrato che non si può fare. Abbiamo chiesto un tavolo di confronto con il ministero dei Beni culturali» Hanno approfittato della giornata di festa per smontare pedane e coperture che occupavano l'ultimo isolato di via Roberto Da Bari, a due passi da Palazzo di Città. E così, per una coincidenza, quest'anno il 25 aprile potrà anche essere ricordato come la «festa» della liberazione dai gazebo abusivi: i due demoliti ieri mattina da una pizzeria e da un locale notturno erano infatti gli ultimi rimasti nel Murattiano. Le altre situazioni in sospeso (ad esempio in piazza Moro e a Poggiofranco) sono relative a costruzioni su suoli privati. Mentre per quanto riguarda le aree pubbliche, non ci sono più gazebo fuorilegge. Un traguardo simbolico, che però non risolve il problema. Che si ripresenterà all'inizio del prossimo inverno, quando la mancanza di spazi esterni coperti riaccenderà le polemiche da parte dei ristoratori della città vecchia, costretti ad adeguarsi alle nuove regole imposte dal Comune: lo smontaggio dei gazebo - dicono gli operatori - ha infatti falcidiato gli affari, in piazza Ferrarese come in corso Vittorio Emanuele. A Bari le domande di occupazione di suolo pubblico presentate nel Murattiano secondo il nuovo regolamento sono circa 110. La Circoscrizione finora ne ha rilasciate circa 20, altre sono in lista d'attesa. Ma la richiesta più pressante dei ristoratori, quella di installare dehors sul modello Firenze, difficilmente potrà essere praticabile. Lo dice l'assessore all'Urbanistica, Elio Sannicandro, che proprio nella città toscana ha partecipato a un convegno sull'argomento: «Parlando con i rappresentanti delle grandi città turistiche come Roma e Napoli - dice - è emerso che si tratta di un problema nazionale. E come tale deve essere affrontato: per questo abbiamo tutti chiesto al direttore generale ministero dei Beni culturali, tramite l'Anci, l'apertura di un tavolo di confronto e abbiamo ottenuto più di una promessa». L'esperienza dei dehors, che alcuni avevano proposto come esempio anche per Bari, si è rivelata meno felice di quanto si pensava. A Firenze è stato lanciato un concorso di idee internazionale per il progetto dei dehors del centro storico. Il progetto vincitore è stato via via ridimensionato dalla Soprintendenza il Comune di Firenze si è confrontato con la Soprintendenza che ha posto alcuni paletti (chiusura solo su tre lati, nessuna copertura totale, installazione a distanza dagli edifici). E la fase applicativa ha fatto emergere ulteriori difficoltà. «Durante il convegno - dice Sannicandro - è stato spiegato che una volta installati i dehors, la Soprintendenza ha richiesto ulteriori modifiche rispetto ai concept stabiliti. Questo nonostante i tempi già lunghi per ottenere l'approvazione, e soprattutto i costi affrontati dagli esercenti per rinnovare le strutture». Ogni dehors è costato circa 40-45mila euro, e adesso dovrà essere sottoposto a ulteriori modifiche. Anche per questo Sannicandro ritiene che l'esperienza barese, nonostante le aspre polemiche, si sia rivelata la migliore possibile. «Il nostro protocollo alla fine si è rivelato molto più efficace, perché prevede elementi modulari da assemblare secondo un progetto». Questo però non risolve il problema dal punto di vista degli operatori, che non si accontentano dell'ombrellone e vorrebbero paraventi laterali per proteggere i tavoli dal freddo. «Siamo di fronte - dice Sannicandro - a un problema esploso negli ultimi 10 anni, cioè da quando il Codice dei beni culturali ha sottoposto strade e piazze al parere obbligatorio delle Soprintendenze. Ma in tutte le città c'è una richiesta crescente di luoghi all'aperto, collegata anche al turismo. Per questo l'argomento deve essere affrontato a un livello superiore: anche perché non è possibile modelli che vadano bene dappertutto»
BARI - Gazebo, ultime 2 demolizioni Serve un accordo nazionale
Il Comune di Bari ha smontato i due ultimi gazebo abusivi nel Murattiano, a due passi da Palazzo di Città. L'esperienza di Firenze ha dimostrato che non si può fare, con un concorso di idee internazionale per il progetto dei dehors del centro storico. Il progetto vincitore è stato ridimensionato dalla Soprintendenza e la fase applicativa ha fatto emergere ulteriori difficoltà. L'assessore all'Urbanistica di Bari, Elio Sannicandro, ritiene che l'esperienza barese sia stata la migliore possibile, ma non risolve il problema dal punto di vista degli operatori, che non si accontentano dell'ombrellone.
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