Parigi. Il Louvre vittima del suo successo: nel 2004 il museo parigino ha battuto un altro record, 6 milioni 200.000 visitatori e gli ingorghi sótto la celebre piramide di ingresso sono stati a tratti impressionanti. Per Henri Loyrette, presidente del museo, l'accesso e il percorso di visita vanno «ripensati». Gli studi degli esperti del settore prevedono che entro i prossimi 10 anni il pubblico che si presenterà agli accessi del museo parigino sarà fra i 7 e i 7 milioni e mézzo ogni anno: «Gli spazi sotto la piramide - ammette Loyrette, esperto del XIX secolo da tre anni massima autorità al Louvre - sono insufficienti e il personale è costretto a lavorare in condizioni difficili. I luoghi sono rumorosi e mal si adattano al loro compito prioritario di accoglienza e informazione». Loyrette ha svelato al Figaro che ha perfezionato gli studi all' Accademia di Francia di Villa Medici a Roma - svela i rimedi che ha in mente per risolvere il dilemma del museo vittima del proprio fascino e della propria ricchezza: «Con il sostegno dello stato, lanciamo un progetto per ripensare l'accoglienza e l'informazione, non soltanto sotto la Piramide, ma in tutto il museo. Il progetto dovrà favorire, creando altri accessi, il flusso dei visitatori e la qualità della loro visita». Loyrette, che in questo triennio ha annunciato una lunga serie di progetti e novità per il museo, dice che il suo pensiero fisso è che «nonostante tutti gli sforzi di democratizzazione, il museo per molti appare lontano, addirittura arrogante e respingente. Tutto perché il pubblico" non ha le istruzioni per l'uso, non sa quello che bisogna vedere e come vederlo. Non è perché è facile andare al Louvre che tutti hanno accesso. Alcuni temi sono incomprensibili per la maggioranza». In questo nodo di divulgazione, nel suo ruolo «educativo e sociale» sta tutto il futuro del museo. E in questo senso, il più importante dei progetti in cantiere, il Louvre decentrato a Lens, nel nord - non una succursale ma un vero ampliamento del museo parigino -è fondamentale. Per quanto riguarda gli altri cantieri, tutto procede secondo i programmi. In particolare per quello di cui più si è parlato negli ultimi tempi, la creazione di un dipartimento di arti islamiche voluto e annunciato dal presidente Jacques Chirac. Una decisione certamente in parte politica, ammette Loyrette, ma anche «un gesto artistico perfettamente giustificato poiché le nostre collezioni alle quali si aggiungeranno opere del Museo delle arti Decorative, sono fra le più belle al mondo». E attualmente, aggiunge, «ne possiamo mostrare soltanto il 20, e per lo più in spazi troppo stretti e senza luce naturale».