La guerra tra prof in Procura Scontro sulla mappa del rischio, il preside di architettura a Napoli querela Portoghesi Dall'architetto romano dubbi sulla professionalità del collega Il docente campano: diffamato TORINO. Deve ancora essere speso il primo euro dei 105 milioni dell'Unione europea per salvare Pompei e scoppia una contesa tra accademici che finisce sul tavolo della Procura di Roma. I protagonisti sono il celebre architetto e docente Paolo Portoghesi e Carmine Gambardella, architetto e preside della facoltà di architettura della seconda università di Napoli. Il campo di battaglia è la diagnostica degli edifici di Pompei: il ministero ritiene che serva un'analisi nuova e intende spendere 8,2 milioni di euro, Gambardella offre gratuitamente un lavoro svolto dal suo staff. Il Consiglio superiore dei Beni culturali, alto organo del ministero, boccia il progetto Gambardella. Il quale si sente «gravemente diffamato» da Portoghesi, membro del consesso di accademici, che lo giudica professionalmente inadeguato e presenzialista. Per questo Gambardella ha depositato alla Procura di Roma una querela per diffamazione aggravata. E così la disputa personale diventa questione giudiziaria. La vicenda trae origine dalla riunione del 16 novembre 2011 del Consiglio superiore dei Beni culturali, massimo organo del ministero formato da «eminenti personalità del mondo della cultura». Si parla di Pompei e del piano predisposto da Roberto Cecchi, architetto all'epoca segretario generale del ministero poi nominato sottosegretario nel governo Monti. Piano che prevede innanzitutto una approfondita indagine diagnostica su 1500 domus della città sepolta dal Vesuvio, per la spesa di oltre 8 milioni di euro. Ma all'interno del Consiglio c'è qualche perplessità. Nei mesi precedenti, Gambardella (che non fa parte dell'organismo) ha dichiarato che quella indagine è uno spreco, «perché esiste già una mappatura» effettuata dal suo staff e dalla Guardia di Finanza «con tecnologie uniche in Italia». L'indagine è a disposizione del ministero gratis, ma Gambardella sostiene di non essere stato ascoltato. Cecchi obietta che quell'indagine è inutile perché non «legge cedimenti e dissesti strutturali». Si apre il dibattito. La linea Cecchi passa. Il colpo di grazia lo assesta Paolo Portoghesi, che sancisce «l'inconsistenza» della proposta Gambardella e poi infierisce: «Chi vive nel mondo dell'architettura, quando sente parlare di questo personaggio non può che esprimere molti dubbi (...). La sua proposta è solo espressione di presenzialismo tipico di persone giovani come Gambardella», il cui lavoro è minato da «uso della tecnologia fine a se stesso» e «per di più con l'idea di speculare sui dubbi di ciascuno di noi (...) un fatto assolutamente negativo». Inoltre «le tecnologie stupefacenti» rivendicate da Gambardella «servono solo a imbonire», dunque «questa è l'occasione per il ministero di difendere una linea di correttezza scientifica e di resistenza a questa esasperazione tecnologica che spesso si rivela priva di fondamento effettivo». Il Consiglio vota all'unanimità una mozione che boccia Gambardella e incoraggia il piano Cecchi. Nei giorni scorsi, festeggiando l'arrivo dei fondi europei, il governo ha annunciato che 8,2 milioni saranno spesi per l'indagine diagnostica. Ma Gambardella non ci sta. Va in Procura querelando Portoghesi per diffamazione aggravata. Ricorda che «oltre a essere da lungo tempo preside della facoltà (...) ricopre ulteriori rilevanti cariche» scientifiche anche all'estero e rivendica l'utilità del suo «complesso lavoro di monitoraggio (...) con rilevanti risultati ottenuti». Per questo non gli va di essere trattato come un incompetente. «L'onore e la quiete del sottoscritto e dell'ateneo sono stati profondamente turbati» dalle frasi di Portoghesi, che «hanno determinato una grave lesione dell'onore e della reputazione, con conseguente danno di immagine». Dubbi su Gambardella tra gli architetti? «Assolutamente falso», scrive il medesimo prof querelante, mentre l'accusa di presenzialismo è ritenuta «profondamente calunniosa e insinuante». Gambardella chiede ai giudici «di voler punire in maniera esemplare Portoghesi» e «per la delicatezza del caso» di farlo «con urgenza». Spetterà ai magistrati dirimere la querelle personale. Certo la vicenda riaprirà il dibattito sul piano Pompei e sull'utilità di una nuova, lunga e costosa mappa del rischio.