Brera e le certezze: il via ai lavori, il ministro Ornaghi che allarga la squadra (ai privati), l'impegno a essere pronti (o quasi) per Expo, il ritorno all'ordinarietà (e quindi il congedo del commissario Mario Resca). La Scala e i nodi ancora da sciogliere: il socio privato che entrerà nel cda (dovrà metterci 5,2 milioni), il nome dei due membri indicati dal ministero, la permanenza o meno della Provincia nel board. Ma è solo questione di ore: entro la settimana il quadro dovrebbe essere più chiaro. Giornata milanese per il ministro Lorenzo Ornaghi che ha dimostrato grande attenzione per i poli culturali ambrosiani. Prima tappa all'Orchestra Verdi, «istituzione importante» cui il ministero ha garantito, non senza sforzi, due milioni all'anno per tre anni accanto al contributo ex lege di tre milioni. Quindi visita a Brera. Con il direttore regionale per i Beni culturali, Caterina Bon Valsassina, l'assessore alla Cultura, Stefano Boeri, il presidente dell'Accademia, Salvatore Carrubba. Tutti al lavoro: usando i 23 milioni liberati dal Cipe, le priorità per Brera sono il tetto dell'Accademia, Palazzo Citterio, la sistemazione della Caserma Mascheroni. Bandi entro la fine dell'anno, e l'ottimismo di Ornaghi: «Se la Grande Brera ha una grande squadra, credo che il progetto si possa realizzare in tempi abbastanza rapidi». Soprattutto grazie alla chiamata ai privati: dopo il sì della Fondazione Cariplo e l'impegno della Camera di commercio, il ministro confida che «possa rispondere positivamente anche il presidente della Regione». E visto che i tasselli cominciano ad andare al loro posto, ecco il messaggio: «Direi che già nei prossimi giorni si potrà passare dalla straordinarietà, che era rappresentata anche dalla presenza di un commissario, all'ordinarietà». Con i ringraziamenti «per il lavoro impegnativo e fruttuoso svolto dai precedenti governi, dai precedenti ministri e dal commissario Resca». Ma ora si parte. E l'assessore Stefano Boeri illustra l'obiettivo: «Essere pronti per il 2015». I privati: «Sono tutti benvenuti», ha osservato Ornaghi. Anche al di là della Grande Brera diretta verso l'autonomia. Come la Scala, ultima tappa della giornata del «ministro milanese». Pranzo di lavoro con il sindaco Pisapia («Grazie speciale a Ornaghi»), con il vicepresidente Bruno Ermolli molto attivo in queste settimane nel suo lavoro di fund raising e il sovrintendente Stéphane Lissner. I temi sul tavolo: la Scala dopo la riconosciuta autonomia («Archetipo per gli altri teatri»); i fondi: «Il cda unanime ha elogiato la gestione rigorosa degli ultimi tempi», ha detto Lissner, mettendo da parte il documento McKinsey (che invocava «lacrime e sangue»). Ma soprattutto i tempi: il nuovo consiglio arriverà entro maggio e la settimana prossima si conosceranno i due membri designati dal Mibac. «Una figura prestigiosa per Milano e un giovane», ha fatto sapere il ministro. E i due consiglieri ora in carica, Massimo Ponzellini e Francesco Micheli? Risposta: «Un ministro nomina i rappresentanti del ministero e va quasi da sé che un altro ministro ne nomini altri». Attesa. Come si aspetta il nuovo socio privato che dovrà assicurare un finanziamento «base» da sei milioni di euro (e tre per tre anni). Bocche cucite. Ma già domani si saprà se la Provincia intende confermare il suo contributo alla Scala. In questo caso, all'attivo mancherebbe un altro socio fondatore. La caccia è aperta.