Altre consistenti risorse in arrivo, nel Calatino, grazie al Piano di sviluppo locale "Calatino" del Gal Kalat, la società consortile con sede a Caltagirone, di cui fanno parte i 12 Comuni del Nat (Nucleo aggregazione territoriale) - Caltagirone, Castel di Iudica, Grammichele, Mazzarrone, Mineo, Mirabella Imbaccari, Palagonia, Raddusa, Ramacca, San Cono, San Michele di Ganzaria e Niscemi - imprenditori e associazioni di categoria (in totale 161 fra partner pubblici e privati), e che è presieduta dal vicesindaco di Caltagirone, Alessandra Foti. Oltre ai quattro bandi (per oltre 3,5 milioni di euro a beneficio di microimprese ed enti pubblici) già pubblicati sulla Gazzetta ufficiale, ve ne sono altri due, rivolti sia ai privati che agli enti pubblici e che sono di prossima pubblicazione, comportando ulteriori contributi per quasi 1.100.000 di euro (819mila uno, 275mila l'altro). Di queste e delle altre opportunità connesse al Gal si è discusso durante l'incontro di presentazione del Piano di sviluppo locale "Calatino" svoltosi al Villino Milazzo. Sono intervenuti, oltre alla presidente, il responsabile di riferimento del Nucleo tecnico di supporto al Servizio IV - Interventi di sviluppo rurale e azioni Leader, Giuseppe Spataro, il responsabile di piano del Gal Kalat Michele Germanà e il responsabile dell'animazione territoriale, Claudio Petta. Obiettivi del primo dei due bandi sono la tutela e la riqualificazione del patrimonio rurale attraverso interventi di ripristino dei siti di elevato pregio naturalistico e paesaggistico (stagni, bivieri, siepi, esemplari arborei monumentali rappresentativi del paesaggio agrario tradizionale) e degli elementi culturali del paesaggio agrario tradizionale (edifici isolati di interesse storico-architettonico rurale e di elevato pregio, manufatti di pregio tipici del paesaggio agrario tradizionale, quali i muretti a secco, le terrazze, gli abbeveratoi e gli altri manufatti che costituiscono testimonianza del lavoro agricolo e della vita collettiva rurale). «La misura - spiega il responsabile di piano Michele Germanà - mira ad accrescere l'attrattività delle aree rurali, determinandone una maggiore e migliore fruibilità». Previste risorse pari a 819mila euro: i contributi sono del 75 per cento a fondo perduto, arrivando persino al 100 per 100 per gli operatori che svolgono attività di tipo non economico, per finalità pubbliche e senza scopo di lucro. L'altra misura destina al territorio 275mila euro (75 per cento a fondo perduto, ma 100 per 100 per gli operatori che svolgono attività di tipo non economico) e punta alla valorizzazione degli itinerari rurali. «Si tratta - sottolinea la presidente Alessandra Foti - di uno strumento di sostegno alla realizzazione di centri di informazione e accoglienza turistica e agrituristica, centri ricreativi e culturali collegati al sistema regionale delle aree protette eo a comprensori rurali caratterizzati da produzioni agricole di qualità». 26042012