« Dopo le denunce di cittadini e la manifestazione del Popolo della libertà si è arrivati finalmente alla liberazione dell'edificio dei Frati Bigi nel quale si erano insediati decine di rom romeni». Lo dice Giovanni Garzella, consigliere comunale e capogruppo del Pdl. «Da lunedì - aggiunge - i nuclei familiari rimasti hanno abbandonato l'edificio e la propietà lo ha messo in sicurezza da ieri. Nel frattempo l'Asl ha provveduto per quanto di sua competenza dopo la mia denuncia. Grazie alla forte presa di posizione del gruppo del Pdl, che è sceso in campo manifestando davanti all'edificio, le autorità preposte hanno proceduto a ristabilire la legalità. I tempi, comunque, sono stati troppo lunghi per ristabilire diritti quali la proprietà. Un grazie alla popolazione che ha manifestato con civiltà, nonostante trovasse nella macchina istituzionale lentezza». PISA Definitivamente liberato gli ex Frati Bigi, l'edificio all'incrocio tra le vie Matteucci e Rosellini, in cui da tempo si era insediato abusivamente un nucleo di una trentina di rom romeni. Da lunedì sera, infatti, le ultime famiglie occupanti hanno lasciato autonomamente l'immobile e ieri mattina gli operai della proprietà hanno cominciato a murare porte e finestre per impedire nuovi accessi non autorizzati. Per lo stesso motivo nei prossimi giorni saranno collocati anche alcuni fari per l'illuminazione dell'area interna, mentre il controllo notturno sarà assicurato da un servizio di vigilanza privata. Tutti gli interventi, ovviamente, sono a carico della proprietà (Gruppo Bulgarella) e sono finalizzati ad evitare il ripetersi di occupazioni in vista dell'apertura vera e propria del cantiere per la riqualificazione e ristrutturazione dell'edificio per la quale è atteso l'ultimo via libera da parte della Soprintendenza che dovrebbe arrivare nella seconda metà di maggio. La necessità di liberare l'immobile, sottolineata più volte dal sindaco Filippeschi nelle ultime settimane, era stata ribadita anche dal sopralluogo di sabato scorso dei tecnici dell'Asl sabato scorso, verifica che aveva sancito la necessità di liberare gli ex Frati Bigi per ragioni igienico-sanitarie e di sicurezza. Il complesso immobiliare ex Frati Bigi risulta edificato in epoche diverse. La parte più antica è antecedente ai primi anni dell'800. Come convento, ha ospitato per oltre un secolo l'omonima congregazione. È stato messo in vendita da Comune nel giugno del 2006 all'interno di un lotto unico comprendente l'ex colonia Vittorio Emanuele II di Calambrone e il complesso immobiliare di via del Carmine - via Pietro Gori. L'alienazione del patrimonio, ritenuto non indispensabile, ha fruttato circa 14 milioni di euro.