COSA può mettere insieme un libro di preghiere quasi tascabile, su pergamena datato 1480 e una foto del 1969 che ritrae Pierpaolo Pasolini che bacia sulle labbra Maria Callas? Cosa hanno in comune una edizione Settecentesca della Divina commedia con la prima raffigurazione del Big Bang in un testo di metafisica ed esoterismo del 1617? Un'asta, quella di Gonnelli in via Ricasoli a Firenze, domani e sabato. La prima dedicata ai libri di pregio e manoscritti, la seconda ai libri antichi e ai dipinti che hanno fatto parte della collezione di Aldo Gonnelli, il fondatore della storica casa d'aste fiorentina, libraio, bibliofilo, collezionista. Quelle che verranno battute dalle 11 in poi sabato sono per lo più opere mai esposte, se non in un passato remoto, quando la libreria antiquaria a due passi da piazza Duomo era diventata un porto di incontro per artisti e letterati: da Gabriele D'Annunzio a Giovanni Papini, da Benedetto Croce a Giuseppe Prezzolini. Una delle sale della libreria ospitava mostre che segnarono l'esordio o l'affermazione di grandi artisti, per esempio Giorgio De Chirico, Primo Conti, Ottone Rosai. Ma quegli spazi offrivano una visibilità pure ad artisti emergenti come Paulo Ghiglia e Gino Romiti. Artisti passatia volte come meteore nel panorama culturale lasciando opere che oggi potrebbero trovare nuove letture e collocazioni. La terza sessione dell'asta di sabato (ore 18) raccoglie un'ottantina di opere pittoriche: «Abbiamo tenuto conto della crisi e i prezzi di base di tutte le aste sono molto vantaggiosi» spiega Marco Manetti, della libreria antiquaria. Per i dipinti si parte dai 100 euro in su. Tra i pezzi più curiosi c'è per esempio una Pia de' Tolomei sul letto di morte, ispirato allo studio commissionato dal Granduca Leopoldo, custodito nella Galleria di Arte Moderna di Firenze. L'olio su tela è firmato da Enrico Pollastrini (si parte da 600 euro). Fra i quadri più interessanti (base d'asta 1.500 euro) anche una veduta di Napoli (Fontana delle Paperelle) di Eugenio Scorzelli, mentre di Stefano Ussi c'è un ritratto di Giuseppe Verdi defunto, 1901. Prima dei dipinti appartenuti ad Aldo Gonnelli, nello stesso giorno andranno all'incanto quattrocento libri antichi con alcune rarità. Per esempio una edizione veneziana settecentesca de La puttana errante di Pietro Aretino (partenza da mille euro) e un secentesco Memorie del calcio fiorentino di Giovanni Bardi con vedute di piazza Santa Croce e le varie squadre dei calcianti (asta da 1.500 euro). Fra i pezzi che finiranno al miglior offerente la prima edizione italiana de' L'origine dell'uomo di Charles Darwin datata 1871 e un curioso erbario del Mattioli (edizione veneziana del 1557 con centinaia di xilografie raffiguranti piante, si tratta di un testo che è una specie di monumento nella storia degli studi di botanica con tavole di Giorgio Liberati). Un testo molto curioso è quello di Jakob Rueff, della fine del Cinquecento intitolato De conceptu et generatione homini, uno dei più famosi volumi figurati di medicina di fine Cinquecento e un fondamento per l'ostetricia.