SCAMPATO momentaneamente il pericolo di svendere a pezzetti parte delle isole Tremiti, la politica si interroga su quale sia la strada da seguire per salvare i gioielli dell'Adriatico dalla cementificazione selvaggia e l'avvocatura regionale si prepara ad esaminare il caso a caccia di possibili scappatoie legali. Il fatto che l'asta, con cui erano stati messi in vendita 32.000 mq sull'isola di San Domino e 37.000 su quella di San Nicola, sia andata deserta non significa che la vicenda sia conclusa. Ma semplicemente che ora si apre uno spiraglio per tentare di bloccare quelle procedure che, a detta del commissario straordinario Carmela Palumbo sono irreversibili quanto corrette. Quale sia la strada da seguire non è ancora chiaro. L'avvocatura regionale non ha ricevuto ufficialmente richieste di pareri da parte degli organi politici ma, nei prossimi giorni, la pratica Tremiti sarà vagliata attentamente dall'ufficio legale per capire se esiste un appiglio a cui la Regione possa aggrapparsi per fermare la vendita. Non a caso l'assessore all'Assetto del territorio, Angela Barbanente, oltre a dichiararsi «felice per lo scampato pericolo», ha precisato che «il governo regionale metterà in atto ogni iniziativa utile a evitare che appetiti speculativi o, anche solo l'esigenza di fare cassa con la svendita del patrimonio pubblico, incentivata dalle più recenti norme finanziarie, determinino la distruzione del patrimonio ambientale e paesaggistico delle isole Tremiti e di altri luoghi di pregio della Puglia». Da parte della Regione, insomma, c'è volontà di proseguire la battaglia e, in questa prospettiva, l'assessore Barbanente sembra trovare sostegno bipartisan. Il capogruppo del Pdl Rocco Palese, infatti, ritiene che «Il fatto che l'asta per la vendita di alcune aree pubbliche delle Tremiti oggi sia andata deserta, può essere una buona occasione per fermarsi a riflettere su come poter intervenire per preservare questo enorme patrimonio. Auspichiamo che la Regione solleciti anche un intervento del Governo di concerto con gli enti locali per fare in modo che il patrimonio delle Tremiti sia messo in salvo». Mentre il capogruppo del Pd Antonio Decaro, sollecita le forze politiche e l'amministrazione regionale «a non abbassare la guardia», e a cercare «una strada che scoraggi definitivamente qualsiasi tentativo di speculazione edilizia su quello che è un patrimonio di tutto il Paese». Il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, invece punta sulla necessità di «dichiarare inedificabili quelle aree». L'appello di Bonelli è rivolto al ministro dell'Ambiente Corrado Clini, affinché si adoperi «per un'immediata modifica, attraverso un decreto ministeriale, del piano d'assetto del parco delle Tremiti», e al presidente della Regione Nichi Vendola, affinché si adoperi «per una modifica, attraverso una delibera di giunta, dei piani paesistici della regione Puglia». Finché quei terreni saranno edificabili, infatti, la loro vendita sarà comunque un affare.
PUGLIA - Pericolo scampato ma l'avvocatura esaminerà il dossier
La vendita delle isole Tremiti è stata sospesa dopo che l'asta per la vendita di alcune aree pubbliche è andata deserta. La politica si interroga su quale sia la strada da seguire per salvare il patrimonio ambientale e paesaggistico delle isole. L'avvocatura regionale si prepara ad esaminare il caso per trovare possibili scappatoie legali. La Regione Puglia ha dichiarato la felicità per lo scampato pericolo e ha affermato di voler proseguire la battaglia per preservare il patrimonio delle Tremiti. I politici del Pdl, Pd e Verdi chiedono di non abbassare la guardia e di cercare una strada per fermare la speculazione edilizia.
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