Mentre il figliolo George Junior si compra qualche paese africano utile per il consiglio di sicurezza dell'Onu, tratta per acquistare la Turchia (sul governo italiano pare ci sia un leasing) e litiga coi messicani per comprarsi il Messico, papa George Senior si dà da fare. E si compra qualche fettina d'Italia, così tanto per gradire. Giulio Tremonti, che è uomo colto, le chiama «cartolarizzazioni». Noi, che siamo più sempliciotti, le chiamiamo svendite o regali. Sapete cosa vuoi dire privatizzazione: che fai gentile dono a un tuo amico di una cosa che è di tutti. Facile no? In più, il piano che ha portato George Senior a comprarsi trentasei stabili italiani (tutti di gran pregio e alcuni sottoposti a vincolo paesaggistico e monumentale), si chiama Scip2, un nome, un programma. Ora di questo Scip(po) è noto quasi tutto: il gruppo americano Carlyle, saputo che Tremonti vendeva qualche gioiello di famiglia (nostra, mica sua), non ha perso tempo e ha fatto un po' di spesa. 36 stabili, tra cui la sede provinciale dell'Inps di Reggio Emilia e, soprattutto, villa Manzoni, a Roma, sulla Cassia, nel cui parco si trovano resti archeologici notevoli. Al controllo della Carlyle Group c'è mezza Casa Bianca dei tempi di Bush Senior. A parte il presidente (lui), i due advisor della Carlyle sono Frank Carlucci e James Baker, dell'ex gabinetto presidenziale inizio anni Novanta. Ingomma, un'azienda passata dalla gestione degli Stati Uniti a quella di un immenso patrimonio privato, proprio il contrario di quello che succede in Italia, dove una grande azienda passa direttamente alla gestione dello Stato. Si sa, gli affari sono la continuazione della politica con altri mezzi. O con gli stessi mezzi, visto che la Grande Privatizzatrice, la signora Moratti, sedeva nel 2001 anche lei, comoda comoda, nel board europeo della Carlyle. Chissà, con un sussulto di imprenditorialità e gli occhi a dollaro, si potrebbe forse vendere agli americani anche la scuola italiana. Uno può anche trasecolare. Mentre Bush Junior parla direttamente con Dio, Bush Senior si limita a parlare con Tremonti: bisogna sapersi accontentare. Per il momento, comunque, i soldini dell'ex presidente e padre del presidente aiuteranno il governo italiano a non affogare nei debiti. Oddio, briciole in confronto a quel che Tremonti si è bruciato con sgravi fiscali e regali agli amici evasori, ma pur sempre qualche liretta che viene a casa. Nel 2002 l'introito per le casse delle Stato proveniente dalle cartolarizzazioni di immobili (leggi: vendita ai privati di patrimonio immobiliare pubblico) è stato di 8,8 miliardi di euro, il che ha contribuito dello 0,3 per cento alla riduzione del rapporto deficitpil, che rimane comunque da panico. Non siamo messi bene, ma sempre meglio dell'Iraq: lì il petrolio se lo vanno a prendere a fucilate e col bottino di guerra trovano anche il più grande deposito archeologico del mondo. Qui almeno pagano qualcosa. A pensarci oggi, le polemiche sulla «vendita del colosseo», paradosso con cui si accolse l'annuncio delle cartolarizzazioni tremontiane non sembrano poi così assurde. Villa Manzoni, per esempio, potrebbe essere un buon esempio di quell'inestimabile patrimonio culturale e architettonico su cui il Paese potrebbe guadagnare qualcosa, per esempio valorizzandolo. Invece si preferisce vendere per fare cassa, esattamente come fanno quei proprietari con le pezze al culo che non possono permettersi la ristrutturazione e vendono il palazzo. A chi si indigna, il sottosegretario ai beni culturali Maria Teresa Armosino fa notare che la lista dei beni è stata stilata dalla Melandri. La Melandri risponde che lei aveva sì fatto una lista, ma mica per portarla al mercato e venderla al signor Bush. Ora, non resta che attendere altri blitz e altri compratori in dollari. Non si sa se allo Scip2 seguirà uno Scip3 e poi magari anche una rapina, una grassazione o un esproprio proprietario. Di certo Tremonti non si farà pregare: gli sconti agli evasori fiscali, le incredibili promozioni accordate agli esportatori di valuta, qualcuno dovrà pur pagarli, e dunque la svendita continua. Si noti, intanto, la differenza di stile tra padre e figlio: uno rapina a mano armata l'Iraq tentando di convincere l'Onu a tenergli il sacco. L'altro arriva con il rotolone di dollari, e il sacco glielo tiene Tremonti.