Sannicandro "Problema comune delle città darte presto un tavolo con il ministero" Via i gazebo anche da via Roberto da Bari. I locali del quartiere Murattiano si adeguano allordinanza di smantellamento emessa dal Comune. La rimozione delle strutture fisse installate da due locali nei pressi del Palazzo di Città, avvenuta ieri mattina, segna il ritorno alla normalità. Adesso - fanno sapere in Comune - i gestori, se vorranno, potranno tenere allesterno sedie, tavoli e ombrelloni, ma senza strutture fisse. Queste ultime creano anche problemi igienici, se è vero che la parte sottostante le pedane diventa ricettacolo di rifiuti e terreno fertile per i vermi. Come per Bari vecchia, anche nel Murattiano per ottenere lautorizzazione per le nuove strutture, i gestori dei locali devono dimostrare di aver rimosso quelle realizzate precedentemente. Dora in avanti, allesterno potranno esserci soltanto tavoli, sedie e ombrelloni. I ristoratori puntano però a una soluzione diversa. Alla commissione, istituita a Palazzo di Città, hanno presentato un progetto condiviso. La loro richiesta è sostituire gli ombrelloni con tende scorrevoli e di installare quattro paraventi ai lati. Il Comune vuole comunque mantenere la linea dura. Anche nella repressione degli abusi nelle diffusioni sonore. Lultima sanzione, ma soltanto in ordine di tempo, è stata inflitta laltra sera dalla polizia municipale al Dona Flor: la musica ad alto volume disturbava i residenti nella zona. Trovare un punto di incontro fra amministrazioni pubbliche ed esigenze degli esercenti dei locali pubblici, soprattutto nei centri storici, è un tema avvertito in tutte le città italiane. Lo sottolinea lassessore allurbanistica, Elio Sannicandro, che nei giorni scorsi ha partecipato a Firenze a una giornata di studio con altri amministratori pubblici e funzionari del ministero per i beni culturali. «I temi affrontati a Bari negli ultimi anni - spiega Elio Sannicandro - sono gli stessi di Firenze, Napoli, Roma e di tante altre città italiane e spesso il rapporto tra amministratori e commercianti diventa aspro a causa delle vigenti norme di tutela dei centri storici affidate alla responsabilità delle soprintendenze. Con la recente approvazione del Codice dei beni culturali, lo Stato ha sancito che anche piazze, strade e spazi pubblici debbano essere oggetto di tutela paesaggistica. Pertanto ogni intervento, sebbene precario e temporaneo, deve essere accuratamente progettato con sensibilità e attenzione nel rispetto del contesto storico ed architettonico». In tante città i progetti di arredo urbano vengono affidati ad architetti specializzati nel restauro. «È necessario - dice Sannicandro - stabilire linee guida e criteri progettuali di cui potrebbe farsi carico il ministero per i beni culturali, insieme con lAnci. Non è possibile immaginare modelli fisici o elementi di arredo standardizzati che vadano bene dappertutto, ma è indispensabile studiare una progettazione di contesto che tenga conto del luogo in cui si opera e del numero di esercizi commerciali prospicienti le piazze. Gli interventi di arredo urbano nel centri storici non possono essere lasciati allimprovvisazione, ma vanno progettati con sensibilità e competenza». Per questo è stato raggiunto un accordo con il direttore generale del ministero per i beni culturali per un tavolo nazionale su queste tematiche strategiche per lo sviluppo economico e turistico delle città italiane. «Siamo riusciti a strappare più di una promessa al ministero - sottolinea Elio Sannicandro - perché questo è un problema che riguarda tutte le città turistiche e darte. È necessario seguire una linea comune in modo da evitare conflitti e situazioni paradossali». Gianfranco Viesti diventa amministratore unico di Fdl servizi. Dopo le dimissioni polemiche di Antonio Ciuffreda, che ha sbattuto la porta per lincertezza che circonda il futuro della srl controllata dalla Fiera del Levante, la guida passa al presidente della Campionaria. La nomina è avvenuta nella riunione dellassemblea dei soci in cui non sono mancati i colpi di scena. Prima la Fiera ha dichiarato che si sarebbe astenuta nella votazione del bilancio di Fdl servizi. Poi, preso atto che lo statuto richiede lapprovazione con la maggioranza del capitale sociale, è stata costretta a cambiare idea. Questo non ha impedito al presidente della Fiera di censurare loperato di Ciuffreda per una perdita di Fdl servizi di circa 20mila euro. Nulla, a fronte dei più di 3 milioni di perdite della Fiera del Levante, ma comunque preoccupante per i vertici dellEnte.