Hoxhaj Flamur è albanese, è arrivato in Italia quando aveva 22 anni e a 26 è entrato a Rebibbia per spaccio di droga. Oggi, 40enne in semilibertà, con tre anni ancora da scontare, ad un passo dalla laurea in economia, è stato "gemellato" col Campidoglio, larea sacra di SantOmobono e con il giardino di via dei Cerchi. Flamur è uno dei protagonisti del progetto "Ras", Recupero ambientale e sociale, che coinvolge 18 detenuti del carcere di Rebibbia in un lavoro di manutenzione delle aree archeologiche del centro. Liniziativa, che per un anno impiegherà quattro ore al giorno, per cinque giorni a settimana, questo piccolo grande esercito di angeli della pulizia, decoro e giardinaggio, è finanziata con un protocollo firmato dal Campidoglio col ministero della Giustizia. E il loro lavoro sarà quanto mai prezioso visto che toccherà molte zone chiuse al pubblico, in attesa ancora di interventi di restauro o riqualificazione, dove non è previsto lintervento dellUfficio Giardini, e dove incombe il rischio di vegetazione incolta. Come il complesso delle false rovine e il Tempio di Saturno a Villa Torlonia, i Propilei dellAquila a Villa Borghese, tutto il settore delle pendici di Villa Celimontana, larea delle rovine antiche di Villa Osio, la Casa del Jazz. In tutto, la mappatura dazione di questa squadra speciale anti-degrado conta 33 siti di pertinenza della Sovrintendenza capitolina, che si è già occupata, col dipartimento Ambiente, di organizzare corsi di formazione in storia dellarte e giardinaggio. «Mi sento pronta, ormai conosco bene gli attrezzi da giardino», commenta Fatima Hamidovic originaria di Sarajevo, da sei anni in carcere per furti, mentre ai Fori Imperiali arriverà Guerino Di Leone, etiope sbarcato in Italia a 3 anni, da undici anni a Rebibbia. «Vorrei che fosse un punto di partenza per portare questo progetto in tutta Italia - ha commentato il ministro Paola Severino - Un esperimento diffuso per far sapere ai cittadini italiani che dal carcere si può uscire facendo qualcosa di utile per la società».