Roma, 23 apr - "Riferire con urgenza sullo stato reale della Biblioteca dei Gerolamini", prendere provvedimenti verso il direttore De Caro e "restituire al Paese e alla comunità internazionale" il "patrimonio culturale inestimabile" della Biblioteca. Lo chiedono, in un'interrogazione al Ministro per i Beni Culturali Ornaghi, i deputati Pd Emilia De Biasi, Manuela Ghizzoni e Giovanni Bachelet. Nel testo si legge che molti articoli di stampa "denunciano lo stato di incuria in cui versa la biblioteca, per esempio con pile di libri del Seicento gettate per terra, con lattine di Coca Cola nelle adiacenze di manoscritti preziosissimi, che potrebbero essere irreparabilmente danneggiati da un solo goccio della bevanda, e con deiezioni canine nei locali della biblioteca medesima. Detta biblioteca è una delle più importanti d'Italia e attualmente è chiusa, pare per necessità di riordino". "Attualmente la biblioteca è diretta dal signor Marino Massimo De Caro. Non risulta che il signor De Caro abbia alcun titolo specifico per dirigere la biblioteca del Girolamini, poiché parrebbe non essere in possesso di titolo di laurea né di altro titolo specifico, ma pare essere un bibliofilo collezionista, nel passato proprietario di una libreria antiquaria, attualmente esperto di bioenergie e petrolio, e non certo di paleografia o biblioteconomia. Risulterebbe da intercettazioni telefoniche pubblicate che il signor De Caro sia stato indagato per ricettazione di libri antichi". "Secondo le affermazioni di esponenti della Congregazione - concludono gli interroganti - dal 1960 al 2007 dalla biblioteca dei Gerolamini sarebbero spariti ben 6000 volumi, e diverse voci parlerebbero con insistenza di uscite notturne di sacchi contenenti libri ancora in questi giorni; allo stato attuale non è possibile operare un censimento esatto del numero dei volumi della Biblioteca, poiché non è mai stato presentato il 'Modello 15' per la definizione dell'incremento o del decremento patrimoniale".