Natali, direttore degli Uffizi: «Manca la vigilanza». L'ultima offesa: sorpresi a orinare sui muri di S. Croce. 760 gli euro che un giovane dovrà pagare per aver orinato in strada 3 gli anni di reclusione per chi imbratta monumenti e multa fino a 3 mila euro. L'ultimo affronto è della scorsa notte. Non bastavano le scritte lasciate dai vandali a imbrattare i monumenti. Intorno a mezzanotte di sabato uno studente di 23 anni, lombardo, è stato sorpreso dalla pattuglia antidegrado dei vigili urbani a orinare su un muro vicino a piazza Santa Croce. Poco prima un altro studente, fiorentino, di 22 anni, era stato multato dai vigili (160 euro): anche in questo caso perché sorpreso a fare pipì su un muro di piazza Santa Croce. Nel primo caso oltre alla multa il giovane si è preso anche una denuncia per resistenza. Era fuggito, spingendo una vigilessa, e inseguito si era nascosto più volte prima di essere fermato, fornendo anche false generalità, in piazza Santo Spirito. La domanda è: perché? La rivolgiamo al direttore degli Uffizi Antonio Natali. Direttore perché? E a Firenze di più e peggio che nel resto del mondo? «Non è del tutto vero. Accade ovunque. Ma da noi il fenomeno è così evidente perché mancano vigilanza e certezza della pena». All'estero esiste un miglior sistema di sorveglianza. «No, ho detto vigilanza (è arrabbiato ndr). Sono le forze dell'ordine che devono vigilare, intervenire e punire. Scrivere sui muri è un reato. Chi danneggia un'opera d'arte rischia fino a tre anni di carcere». E una maggiore sorveglianza anche da parte dei musei ? «No. Noi non abbiamo strumenti per intervenire. Sono i vigili urbani, i carabinieri, la polizia che hanno il dovere di insegnare' la civiltà applicando la legge e facendola rispettare. Basta con certo buonismo che alla fine produce solo danni». Che vuol dire? «Che serve uno Stato severo con chi scrive e danneggia. Non è un reato minore. No, bisogna stangare. Perché in gioco non c'è solo un pezzetto di muro o di marmo antico, ma il senso dell'etica e dello Stato. Serve giustizia che vuol dire anche certezza della pena, altrimenti non se ne esce». Ci va giù duro ... «Per forza. In questo Paese chi parla di giustizia passa subito per uno di destra. Non è vero. Qui siamo alla sfascio nazionale, nessuno punisce più nessuno. E i risultati li stiamo pagando. A costruire una politica migliore si comincia anche da qui: insegnando ai nostri ospiti, ma anche ai fiorentini, che il rispetto della bellezza è un valore. Che le opere d'arte sono di tutti e tutti le devono difendere. Guardi, vado oltre: meno greco e più educazione civica nelle scuole».