"Se i grandi contenitori chiudono allora bisogna trasmigrare in luoghi con una dimensione più piccola, vicini al pubblico, in cui continuare a fare arte contemporanea. È finita l'epoca del gigantismo», spiega Minimo Paladino che,con Antonio Biasiucci sta preparando a Sorrento, in Villa Fiorentino, la mostra La casa madre, a cura di Eduardo Cicelyn, finanziata dalla Fondazione Sorrento. Inaugurazione prevista a giugno, 50 opere tra scultura, pittura e fotografia. E stato semplice coinvolgere Eduardo, visto che adesso ha tanto tempo libero», scherza Paladino. Cicelyn, infatti, a ottobre lascerà la guida del Madre, il museo d'arte contemporanea di Napoli. L'amministrazione regionale di Caldoro ne ha chiesto la testa fin dall'insediamento, innescando una crisi che in due anni è diventata talmente grave da indurre la paralisi. Al cambio di governance è subentrato il taglio dei fondi, il rischio è non riuscire a chiudere i bilanci. Patrimonio italiano addio Da Napoli la crisi economica si è allargata a Palermo con il Riso e poi Roma con il Mai: Ormai anche il Museo di Rivoli fuori Torino ha smesso di programmare, a Firenze si fa un lavoro pessimo sull'arte antica - prosegue Paladino - e non si vuole capire che non c'è alcuna opposizione tra antico e contemporaneo. l'uno semmai dà forza all'altro». Del resto è il patrimonio nel suo insieme che va in pezzi. Venerdì c'è stato un nuovo crollo a Pompei: un muro di età romana, intonacato nel famoso rosso pompeiano (Regio V, Insula IV) è venuto giù, forse a causa delle piogge. Il patrimonio librario di età moderna della biblioteca dei Gerolamini finisce depredato e il direttore indagato per peculato, i musei d'arte contemporanea chiudono. Il Madre, se la Regione entro il 30 aprile non apre i cordoni della borsa, rischia il fallimento. Le opere della collezione storica sono in fuga verso altri lidi. Parte delle opere è già trasmigrata a Madrid, al Reina Sofia, un nucleo di 24 lavori è in cerca di collocazione. Appartengono alla fondazione Sonnabend, che avrebbe già accettato di lasciarle a Napoli ma in un luogo diverso: dovrebbero andare al museo di Capodimonte (che già ospita opere contemporanee) affidate alla cura di Eduardo Cicelyn e Mario Codognato. «Si tratta di pagare semplicemente il trasporto perché le assicurazioni andrebbero a carico dello Stato - spiega Cicelyn - eppure la situazione è bloccata, credo che c'entri la politica. Faccio presente che il museo Correr di Venezia è già pronto a prenderle. 1130 aprile dovranno necessariamente trasmigrare perché scadono le assicurazioni, è tempo di decidere». Così Napoli girerebbe le spalle all'arte lasciando via libera a Venezia, che invece ha deciso di investire. La Regione dice di avere nuove linee guida, come aprire un nuovo spazio dedicato ai giovani sul modello del Psl ma affidato a una galleria napoletana, Morra Greco, già legata al Madre, visto che il presidente della fondazione Donnaregina, che guida il Madre, è nel cda della fondazione Morra Greco. Non chiariscono però cosa intendono fare con i finanziamenti.