«Siamo pronti a sostenere il progetto per la Grande Brera». Il presidente della Camera di Commercio, Carlo Sangalli risponde alla proposta del ministro Ornaghi. E per valorizzare la città è pronto anche a parlare della Galleria, di Expo e soprattutto del neonato progetto dei Giovedì di Milano che punta a diventare un momento di attrazione internazionale. «Siamo pronti a sostenere il progetto per la Grande Brera». Il presidente della Camera di commercio, Carlo Sangalli, ama la sua Milano; e l'istituzione che guida, ricorda, «cerca da sempre di attivarsi per favorire la valorizzazione e il rilancio della città». Quello di Brera è l'ultimo esempio: ma si può parlare anche del progetto per la Galleria, dell'impegno per Expo e, soprattutto, del neonato progetto dei Giovedì di Milano che, coinvolgendo la periferia e il centro, punta a diventare un momento di attrazione internazionale. Presidente Sangalli, il ministro Ornaghi si è augurato che la Camera di commercio partecipi all'avventura della Grande Brera, appellandosi alla vostra «storia di impegno per la città». Risposta? «Ringraziamo il ministro per aver pensato a noi per sostenere questo importante progetto. Siamo sicuramente disponibili a esaminare un percorso di valorizzazione sul modello della Scala, che veda la collaborazione tra pubblico e privato, tra cultura e imprese, a beneficio di Milano». Cosa vi convince del progetto? «E' già di per sé un segnale incoraggiante che la macchina si sia rimessa in moto: stiamo parlando di un museo che oggi viene visitato da 250 mila persone all'anno, ma che va ampliato e valorizzato e che potrebbe diventare una delle punte di diamante dell'attrattività di Milano, accogliendo fino a un milione di estimatori da tutto il mondo. Questo fatto avrebbe una ricaduta positiva e benefica anche per tutto il sistema delle imprese: quindi, ci crediamo e ci mettiamo in gioco». Ponete condizioni? «Siamo pronti a sedere al tavolo per discutere di tutto. E chiaro che chi si mette in gioco deve avere un ruolo nella logica della squadra». Nel frattempo, avete lanciato l'idea dei Giovedì di Milano. Una risposta alla crisi? «Milano ha tutte le potenzialità per superare la crisi e i drammatici problemi economici con cui siamo costretti a confrontarci ogni giorno. E quindi più che mai urgente mettere insieme le forze migliori della società perché ognuno dia il suo contributo di idee, proposte e azioni per rilanciare Milano facendo alleanze a 36o gradi, a cominciare dal Comune». Di qui l'idea dei Giovedì? «Esattamente. Il modello è quello del Fuorisalone che, abbiamo visto anche in questi giorni, riscuote un grande successo. La forza del progetto che abbiamo proposto al Comune sta nel fare squadra coniugando il sistema dell'economia con il mondo della cultura e dell'arte per creare un evento di portata internazionale» Ritiene che Milano sia poco conosciuta all'estero? «Diciamo che si può fare di più. La Camera di commercio, attraverso gli uffici operativi della sua azienda speciale Promos a Mosca, San Paolo, Shanghai e Abu Dhabi, promuoverà Miano e i suoi eventi presso istituzioni e operatori economici stranieri». Serve più vita in centro? «Il primo passo è nelle zone del centro, ma l'obiettivo è quello di raggiungere le periferie che potranno uscire dalla dimensione di cenerentole urbane se saranno creati poli attrattivi iniziando a valorizzare quelli già esistenti, penso ad esempio all'Hangar Bicocca, recentemente riaperto grazie alla collaborazione fra pubblico e privato, tra Camera di commercio, Regione e Pirelli». Anche alcune zone del centro, però, sembrano abbandonate. Non le pare? «In effetti è vero. Mi viene in mente via Meravigli, intristita da una lunga serie di saracinesche abbassate per sempre a causa della crisi e della speculazione immobiliare. Ma anche piazza Affari, quasi sempre deserta dopo la chiusura degli uffici». Alternative? «Ripeto: dobbiamo fare squadra per studiare una valorizzazione e un rilancio della nostra città. In quest'ottica, sarebbe importante che il Comune, nell'applicare la tassa Imu sugli immobili, usasse una particolare attenzione per le imprese che danno occupazione, alle quali non si possono chiedere ulteriori sacrifici». Cosa pensa della proposta di Alta Gamma per la Galleria? «E tutta da esaminare. Ci sembrava però che l'istituzione del Distretto urbano del commercio fosse una scelta giusta. In ogni caso sono da evitare speculazioni: l'eventuale governance dovrebbe essere composta, come per la Scala, da un mix pubblico e privato». Presidente, come vanno i rapporti con il sindaco Pisapia? «Con l'amministrazione comunale il dialogo è aperto. Appena eletto Pisapia, gli avevamo sollecitato la costituzione di un Tavolo permanente con le parti sociali: ci dicono che dovrebbe partire a breve per un confronto operativo sui temi strategici per l'economia e le imprese. Con l'obiettivo comune di rilanciare e rendere più competitiva Milano». Lei è sempre inguaribilmente ottimista? «Io voglio bene alla mia città, che ha le potenzialità per uscire dalla crisi. Mettendo insieme le forze migliori possiamo costruire una Milano con la tripla A Aperta, Attrattiva e Accogliente». Il finanziamento statale Il Cipe ha stanziato 23 milioni di euro per l'ampliamento della Pinacoteca di Brera, il restauro di Palazzo Citterio e i lavori di riqualificazione della ex caserma Mascheroni (struttura destinata al campus dell'Accademia) La fondazione mista «Pensiamo a una fondazione per dare a Brera la stessa autonomia di cui gode la Scala» ha spiegato il ministro per i Beni culturali, Lorenzo Ornaghi: «Sarà la fondazione a richiamare i soggetti interessati»
Milano. Sangalli: Pronti a sostenere la Grande Brera
Il presidente della Camera di Commercio, Carlo Sangalli, risponde alla proposta del ministro Ornaghi per sostenere il progetto per la Grande Brera. Sangalli afferma che la Camera di commercio è pronta a sostenere il progetto e che è pronto a discutere di condizioni. Il progetto prevede la valorizzazione della Galleria, Expo e il neonato progetto dei Giovedì di Milano. Sangalli sostiene che il progetto potrebbe diventare un momento di attrazione internazionale e che potrebbe avere un impatto positivo sull'economia locale. Il ministro Ornaghi ha lanciato l'idea di creare una fondazione per dare a Brera la stessa autonomia di cui gode la Scala.
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