Sono molto legato a S. Venera al Pozzo per due motivi: perché l'area è straordinariamente importante tanto per Aci Catena quanto per Acireale; perché sono stato il primo a richiamare, dopo oltre 70 anni di ingiustificabile silenzio, l'attenzione su questo sito abbandonato ai rovi e ai tombaroli. Molta strada è stata percorsa; tant'altra ci resta davanti, sia sul piano scientifico, che su quello turistico. Nella biblioteca della Soprintendenza ai beni culturali di Catania, Anna Maria Bombaci ha presentato «Natura e archeologia a S. Venera al Pozzo». Tra il folto pubblico, anche il Prefetto, Francesca Cannizzo. Il libro, curato da Maria Grazia Branciforti, che, per oltre un ventennio, ha diretto la campagna di scavi e realizzato l'attuale sistemazione dell'area, si avvale dei fondamentali contributi di Susanna Amari, Maria Domenica Polizzi, Claudia Cirelli e degli studenti dello Scientifico Archimede di Acireale. Esso completa il progetto "Scuola Museo", che, nell'anno scolastico 2009-2010, ha coinvolto studenti e docenti del liceo acese, impegnandoli nella conoscenza approfondita del sito. Con l'istituzione del Parco archeologico e paesaggistico della Valle delle Aci, diretto dall'arch. Carmelo Distefano, si può legittimamente guardare a un futuro importante. Sotto quest'aspetto, il libro della Branciforti si propone come l'avvio di una nuova stagione, in cui la comunicazione e il coinvolgimento dei giovani assumono un ruolo determinante. Come ha precisato la Sovrintendente, arch. Vera Greco, il mondo giovanile in generale rappresenta un insostituibile strumento di successo per aree archeologiche e musei. Non è senza significato che in Inghilterra e in Francia, venga riservato un particolare sforzo in tale direzione. E i risultati si colgono facilmente. «È davvero incredibile - ha ancora osservato l'arch. Greco - come l'area di S. Venera al Pozzo abbia potuto resistere, fino ai nostri giorni, all'assalto ingordo dei moderni vandali, che ha alterato, in alcuni casi fino a distruggerli, i più bei luoghi di questo territorio. Le propaggini delle cementificazioni ad uso abitativo arrivano a lambire l'orlo dell'area settentrionale, mentre la parte meridionale, interessata da una certamente poco felice zona artigianale, riesce, quasi per miracolo, a garantire ancora le potenzialità e il fascino da cui può scaturire un'azione vincente di recupero, riqualificazione, valorizzazione e sviluppo culturale». È importante realizzare un progetto culturale di ampio respiro che assegni un ruolo strategico a questa località, che può costituire un volano per tutto il comprensorio. Un primo passo è stato compiuto. Con il piano di valorizzazione finanziato coi fondi Po-Fsr 2007- 2013, l'area acquisirà, infatti, una dimensione e una visibilità tutte diverse. La Sovrintendente Greco ha dato notizia di un primo finanziamento di 2,5 milioni di euro, destinati a un teatro all'aperto, che sorgerà alle spalle della chiesetta e che tornerà utile non solo per la Settimana del cinema, ideata da Mario Patanè, ma anche per altre manifestazioni. L'impegno di salvaguardare il Parco spetta alla Soprintendenza, ma anche ai Comuni di Aci Catena - nel cui territorio si trova il giacimento archeologico - e di Acireale, che dispone delle terme regionali e di una adeguata attrezzatura alberghiera. Le due Amministrazioni sono chiamate a fare la loro parte e a considerare l'area protetta come un fiore all'occhiello e non come un vincolo fastidioso. Soltanto col dialogo, la lungimiranza e il reciproco sforzo dei 2 Comuni, il sito potrà tornare utile tanto a loro quanto a tutto il versante nord di Catania. Giuseppe Contarino Nella foto testine di statuette femminili nell'Antiquarium (foto Giuseppe Barbagiovanni)
SICILIA - CATANIA - Finanziamento di 2,5 milioni per S. Venera al Pozzo
Il libro "Natura e archeologia a S. Venera al Pozzo" è stato presentato nella biblioteca della Soprintendenza ai beni culturali di Catania. Il volume, curato da Maria Grazia Branciforti, racconta la storia e la scoperta dell'area archeologica di S. Venera al Pozzo. Il sito è stato abbandonato per oltre 70 anni e ha subito danni a causa di tombaroli e rovi. Il libro è stato presentato al pubblico, tra cui il Prefetto Francesca Cannizzo, e rappresenta un passo importante per la valorizzazione e il recupero dell'area.
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