L'architetto Panajotti: «L'ex convento degli Eremitani appartiene alla Difesa» L'assessore Colasio: «Quel problema l'ho scoperto io un anno fa e si risolve» Un «fallimento annunciato». Così si è espressa la presidente di Italia Nostra di Padova Maria Letizia Panajotti a proposito del progetto di riqualificazione dei Musei degli Eremitani. Un no su tutta la linea, senza nascondere lo scetticismo sull'effettivo inizio dei lavori previsto per ottobre. Dal canto suo l'assessore alla Cultura Andrea Colasio rivendica l'urgenza di intervenire in una struttura inadeguata alle potenzialità turistiche della città e contesta un attacco «basato sul nulla». Il demanio. L'architetto Panajotti denuncia un «problema macroscopico. L'ex convento degli Eremitani, già caserma Gattamelata, è ancora di proprietà del Demanio Patrimoniale dello Stato ramo Difesa-Esercito in quanto l'ipotesi di pennuta, sottoscritta nel 1965 che prevedeva lo scambio dell'ex convento con immobili di proprietà comunale a tutt'oggi non è stata ancora perfezionata. Quindi, non avendo il titolo di proprietà tutti gli atti deliberati dall'amministrazione comunale sono nulli». «La Panajotti arriva in ritardo», commenta Colasio, «quel problema l'ho scoperto io un anno fa. E da un anno mi sto muovendo per fare da ponte tra il demanio e i funzionari. La proprietà c'è, si tratta di aspetti formali». La Soprintendenza. Tra i dubbi sollevati da Italia Nostra c'è anche la questione della Soprintendenza che, secondo la Panajotti, non avrebbe ancora rilasciato i nulla osta. «Tuttavia sono stati approvati dall' amministrazione prima il Progetto Edilizio, e poi il Piano Urbanistico Attuativo in una successione temporale assolutamente anomala e illegittima», rileva. Non solo: il progetto non sarebbe conforme ai dettami del Piano regolatore. La questione riguarda l'area degli ex orti del convento demolito nel 1965 che andrebbe conservata e restaurata. Accoglienza e didattica. Colasio rivendica la conformità dei passaggi amministrativi. Di più, l'assessore afferma di aver fatto «ex ante i passaggi con la Soprintendenza. Prima di muovere foglia abbiamo sentito il parere dei tecnici e abbiamo seguito pedissequamente le prescrizioni dei funzionari». Sull'area degli ex orti il dibattito sembra essere più concettuale che formale. In quello spazio troverebbero posto le strutture dedicate ai laboratori didattici e all'accoglienza dei turisti. «La città vuole che quel museo non sia fruibile dai 30mila bambini che la frequentano ogni anno?», si chiede Colasio. «Il museo moderno ha bisogno di spazi per accogliere le persone», spiega l'assessore. Il dibattito. Quello che entrambe le parti sembrano volere è un dibattito sul concetto stesso di museo. Per la Panajotti «la struttura musei è fondamentale, è la memoria visiva di quello che è successo nel territorio. Se una struttura è così importante bisogna che tutti i cittadini siano coinvolti nel dibattito. Vogliamo che le cose vengano fatte bene, c'è tutto il tempo di prendere in mano il progetto» valutandolo anche alla luce del ruolo dello Zuckennann e del Castello Carrarese. Chiostro di vetro e avancorpo i due nodi Lo scontro tra Italia Nostra e l'assessore alla Cultura Andrea Colasio è destinato a durare ancora a lungo, anche se la giunta comunale ha dato il via libera definitivo al progetto di riqualificazione urbanistica con un voto all'unanimità. I fondi, 5 milioni di euro, li ha trovati direttamente Colasio all'Unione Europea, in accordo con la Regione e questa sinergia non è passata inosservata. Anzi ha scatenato polemiche anche nel Pd e nella sinistra, mala giunta non si ferma. Il primo scoglio è di tipo urbanistico e riguarda i volumi, che sarebbero eccessivi rispetto alle prescrizioni del Prg, ragion per cui si è dovuto tagliare la cubatura per salvare la copertura di vetro del chiostro Albini, parte integrante del piano Colasio. Nel museo piove dentro e la manutenzione compete all'assessore Boldrin che ora dovrà trovare le risorse adeguate per evitare che i danni alle pareti e ai pavimenti diventino irreparabili. Il museo con la Cappella degli Scrovegni è l'unica voce attiva nel bilancio del Comune, con un saldo positivo di due milioni di euro. L'altro scoglio resta l'avancorpo: l'ingresso degli Eremitani è troppo picccolo e quindi va creata una bussola di vetro che consenta l'accesso ordinato dei turisti nella stagione delle grandi mostre. Problema rinviato per mancanza di fondi e soprattutto perché nessuno vuole essere travolto dalle polemiche, dopo l'esperienza della vecchia nave-avancorpo demolita su ordine dell'ex pretore di Padova Davide Montini Trotti. Colasio è convinto di vincere la scommessa e spera di ottenere tutti i via libera della Regione e affidare i lavori già in ottobre. Ce la farà?
Padova. Nuovo look del museo. Italia Nostra ribadisce il no
L'architetto Panajotti e l'assessore Colasio si sono scontrati su un progetto di riqualificazione dei Musei degli Eremitani a Padova. L'architetto denuncia un problema macroscopico, poiché l'ex convento degli Eremitani è ancora di proprietà del Demanio Patrimoniale dello Stato e non ha il titolo di proprietà. L'assessore Colasio contesta questo affermazione e rivendica l'urgenza di intervenire in una struttura inadeguata alle potenzialità turistiche della città. La Soprintendenza non ha rilasciato i nulla osta, ma l'amministrazione comunale ha approvato il Progetto Edilizio e il Piano Urbanistico Attuativo.
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