Guido Donatone Italia Nostra - Napoli L'ARTICOLO di Nicola Pagliara ("Repubblica", 18 aprile), in cui chiama in causa Italia Nostra, offre l'occasione per alcune precisazioni sull'evento delle regate da poco concluso. Anche se è superfluo precisarlo, Pagliara è un architetto qualificato e colto, che abbiamo spesso avuto al nostro fianco nelle azioni per la tutela dei valori ambientali e urbanistici e per il rilancio civile della città. È apprezzabile in particolare che i suoi interventi nel dibattito politico-amministrativo siano rigorosamente improntati a finalità di interesse pubblico, e non - come purtroppo avviene da parte di altri architetti - alla sponsorizzazione dei progetti privati personali. È curioso tuttavia che, pur collaborando allo stesso giornale, egli abbia considerato assente Italia Nostra nella vicenda della Coppa America, che ha caratterizzato la vita cittadina negli ultimi mesi. Abbiamo invece preso una posizione favorevole nei confronti della giunta comunale impegnata - in tempi così ristretti che non potevano non comportare alcune approssimazioni organizzative - nel necessario rilancio dell'immagine di Napoli con una operazione che poteva anche costituire l'occasione per la riqualificazione del lungomare. Credo che tale operazione sia riuscita anche se a costo di qualche disagio, ma è incomprensibile la contestazione dell'ex presidente dell'Unione industriali Lettieri per una iniziativa portata avanti dagli attuali vertici dell'Unione. Per quanto concerne lo svolgimento delle regate, in quello che si è rivelato un vero e proprio anfiteatro sul mare, non abbiamo inclinato nella sindrome del "cupio dissolvi" peculiare (non di Pagliara) di certi intellettuali che hanno immaginato e lamentato «lo scempio del lungomare». Un fumetto. Niente di tutto questo. È stata a suo tempo proprio Italia Nostra a chiedere alla Soprintendenza ai Beni Architettonici un ulteriore vincolo sul lungomare e in particolare sul muro parabolico ottocentesco. A proposito di quest'ultima pregevole opera architettonica abbiamo chiesto ("Repubblica" 23-12-2011) l'impegno dell'assessorato all'urbanistica e della predetta Soprintendenza per la rimozione di un primo tratto della scogliera addossata allo stesso muro: circa 200 metri in corrispondenza della Rotonda Diaz. Si potrà così godere nuovamente della lettura del muro parabolico attribuito a Errico Alvino (1888) avviando anche il ripristino della linea di costa, prevista dal piano regolatore da Bagnoli a San Giovannia Teduccio. Desidero poi rassicurare Pagliara. Consideriamo la bellissima via Caracciolo (di cui abbiamo evitato l'inconsulto raddoppio negli anni Ottanta) un ambiente ormai storicizzato. È poi emozionante che siano oggi gli stessi napoletani a volersene riappropriare. Devo peraltro ricordare che avevamo auspicato nel citato intervento che l'amministrazione comunale valutasse l'opportunità di «un sistema di viabilità definitiva sul lungomare che permetta ai napoletani di riguadagnare il rapporto che la Villa comunale aveva con il mare privilegiando una parziale pedonalizzazione di via Caracciolo». È proprio ciò che sta avvenendo. Ma deve essere un processo graduale perché vanno tenute in considerazione le osservazioni espresse al riguardo dal presidente della commissione Ambiente del Comune, Carmine Attanasio: «Ancora non è stata completata la Linea 6 e l'azienda di trasporto pubblico manca di mezzi finanziari» per assicurare il collegamento Est-Ovest della città. Tornando a via Caracciolo, anche se detesto l'asfalto cosparso innanzi all'ottocentesco Teatro Bellini, devo rilevare che la strada, così com'è, è funzionale per la prevista pista ciclabile e per la gioia dei bambini e dei grandi in bicicletta e dei pattinatori. Insomma non c'è stata la rivolta popolare paventata da Pagliara, ma si è verificato l'ossimoro di una "rivoluzionaria" e pacifica mobilitazione e animazione civile della maggioranza dei napoletani. Infine farà piacere a Pagliara apprendere che l'assessore all'urbanistica, De Falco, è d'accordo sulla necessità di eliminare dal lungomare la barbarie delle paninoteche, e che egli intende promuovere un concorso pubblico per valutare progetti di nuovi chioschi leggeri, compatibili con l'incomparabile ambiente paesaggistico del lungomare di Napoli. In definitiva un risultato positivo dell'evento sportivo sarà un nuovo restauro e un intervento straordinario di manutenzione del patrimonio arboreo della Villa, nonché la riqualificazione del lungomare cittadino.
NAPOLI - Coppa America e Italia Nostra
L'articolo di Nicola Pagliara ("Repubblica", 18 aprile) critica Italia Nostra per non aver preso posizione nella vicenda delle regate da Napoli. Pagliara, architetto e colto, ha invece criticato Italia Nostra per aver chiesto un vincolo sul lungomare e per aver chiesto la rimozione di un tratto della scogliera. Italia Nostra ha invece chiesto l'impegno dell'assessorato all'urbanistica e della Soprintendenza per la rimozione di un tratto della scogliera. Pagliara ha anche criticato Italia Nostra per non aver preso posizione nella vicenda della Coppa America.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo