A Vesima Renzo Piano ha chiesto di ricostruire una palazzina adiacente al Workshop. Poi si è optato per una ristrutturazione La storia QUALCHE metro cubo in più fa comodo a tutti, anche al più celebre architetto italiano che, infatti, ha deciso di ricorrere pure lui alle opportunità offerte dal "Piano Casa". Quell'insieme di norme, in materia urbanistica, volute dal governo Berlusconi e applicate in Liguria, tra mille polemiche, dall'amministrazione guidata da Claudio Burlando. Nelle scorse settimane, l'architetto Renzo Piano ha preso contatto con la soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici presentando, ancora informalmente, un progetto che riguarda la collina di Vesima dove si trova il suo celebre "Workshop", ovvero lo studio laboratorio di vetro con vista mare, seminascosto e raggiungibile a piedi o con un ascensore. Lo ha reso noto il soprintendente Giorgio Rossini mercoledì, durante un convegno dedicato al paesaggio. La soprintendenza ha respinto l'idea iniziale di Piano concordando con l'architetto una soluzione più conservativa. «Renzo Piano - spiega l'architetto Rossini - ha acquistato delle proprietà confinanti con il suo Workshop. Aveva manifestato l'intenzione di abbattere, e ricostruire con un aumento di volumetria del 30 come previsto dal "piano casa" regionale, una casa rurale di tre piani. Abbiamo obiettato che edifici di quel genere vanno salvaguardati e con l'architetto abbiamo quindi studiato una soluzione alternativa che prevede la ristrutturazione della casa rurale e l'ampliamento dei volumi recuperato altrove, utilizzando alcuni manufatti di nessun pregio presenti nella proprietà. Il progetto non è ancora stato presentato ma questo tipo di collaborazione è quella che in genere auspichiamo sempre». Nel corso del convegno, il soprintendente ha sottolineato invece le criticità incontrate quotidianamente dai suoi funzionari sul fronte della difesa del paesaggio. Progetti per stalle o magazzini trasformati in abitazioni sulle alture di Santa Margherita o Sanremo, progetti per aree industriali da mutare in residenziali «senza che si rifletta sul fatto che il mantenimento degli stessi volumi non dovrebbe essere automatico ma andrebbe ridotto». Rossini ha anche posto l'accento su alcune sentenze del Tar che, annullando pareri della soprintendenza, creerebbero a volte sconcerto sia tra i funzionari che all'interno delle amministrazioni. E ha colpito molto anche l'intervento dell'architetto Pierpaolo Tomiolo, direttore della pianificazione della Regione che ha sostenuto «la scarsissima efficacia dell'attuale piano paesistico» e criticato scelte «troppo accondiscendenti nei confronti dell'edilizia diffusa».