Ieri in procura è arrivata la prima informativa della Digos: altri «da identificare» Accusati anche di danneggiamento VENEZIA Il plico della Digos è arrivato in procura ieri mattina. Dodici denunce, per ora, ma anche l'indicazione che altri responsabili sono «da identificare». Del resto la Questura di Venezia l'aveva annunciato sabato scorso: i partecipanti al corteo contro le grandi navi partito da San Marcuola in violazione allo stop imposto il giorno prima dal questore Fulvio Della Rocca sulla base di un'ordinanza prefettizia che vieta le manifestazione in Canal Grande sarebbero stati denunciati. Ieri la promessa è divenuta realtà: sul tavolo del pm Carlotta Franceschetti è arrivata la denuncia, che per ora riguarda appunto solo una dozzina del centinaio di manifestanti presenti. Evidentemente gli agenti, sulla base dei filmati, hanno identificato in prima battuta i protagonisti più noti alle forze dell'ordine per manifestazioni di questo tipo, tra cui ci sarebbe anche Tommaso Cacciaci e altri esponenti del mondo «antagonista» e dei centri sociali. I reati contestati sarebbero la «manifestazione non autorizzata» (previsto dall'articolo 18 del testo unico di pubblica sicurezza), ma anche il danneggiamento e la minaccia a pubblico ufficiale. La manifestazione era stata indetta dal comitato «No grandi navi» per «salutare» la partenza della Queen Victoria della Cunard. L'obiettivo era quello di rovinare la festa ai passeggeri della grande nave da crociera, ma anche di attirare l'attenzione dei media. Poi però era arrivato il «no» di Della Rocca, sulla base del divieto di cortei in varie zone della città e anche in Canal Grande per «preservare un patrimonio artistico di altissimo valore». Divieto però osservato solo da metà dei manifestanti, compreso il portavoce del comitato Silvio Testa. L'ala più dura, quella dei centri sociali, ma anche quella di alcuni contestatori storici come Luciano Mazzolin, aveva deciso di sfidare il questore. In ogni caso intorno alle cinque del pomeriggio il gruppo si è portato nella zona di Punta della Dogana e da lì sono iniziati i fischi e gli insulti all'indirizzo della nave Cunard, trainata dai rimorchiatori. Le barchette dei manifestanti si sono indirizzate verso la nave, chi a remi, chi a motore, tutti fischiando e gridando: «Go away, you are killing us». Andate via, ci state uccidendo. Lo stesso trattamento di fischi e slogan è stato riservato alla Msc Magnifica, passata alle 17.30. «E' un paradosso: noi veneziani non possiamo andare in Canal Grande per tutelare un bene culturale, invece le grandi navi possono farlo», aveva commentato il portavoce Silvio Testa. «Siamo solo scesi in acqua con i nostri mezzi di locomozione per riappropriarci della nostra città e tanta gente ci ha applaudito - aveva aggiunto Mazzolin - Mi pare assurdo che quell'ordinanza che tutela la città venga ribaltata contro di noi che attacchiamo chi veramente la distrugge, cioè le grandi navi».
Venezia, Grandi navi. Dodici denunciati per il corteo vietato in Canal Grande
Ieri la Digos ha consegnato a procura la prima informativa su 12 manifestanti accusati di manifestazione non autorizzata e danneggiamento in Canal Grande. I manifestanti erano partiti da San Marcuola per sfidare il divieto di corteo imposto dal questore Fulvio Della Rocca. La manifestazione era stata indetta per salutare la partenza della Queen Victoria della Cunard, ma poi era stata interrotta. I manifestanti si sono poi riuniti in zona di Punta della Dogana e hanno iniziato a fischiare e gridare slogans contro le navi. La denuncia riguarda solo una dozzina dei manifestanti, ma si prevede che altri siano da identificare.
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