Anche l'arte a pericolo degrado ha la sua task force. E' il caso del «Comitato per il decoro e il restauro dei tabernacoli» diretto da Orietta Sabbatini, costola del gruppo di volontari raccolti negli Amici dei Musei fiorentini, l'associazione diretta dal soprintendente Carla Guiducci Bonanni. Nome cui si affiancano quelli del soprintendente dell'Opificio delle Pietre Dure, Cristina Acidini, e del soprintendente al Polo museale fiorentino, Antonio Paolucci. Alcuni tra i numerosi specialisti che dal 1991, anno della fondazione del comitato, hanno reso possibile il monitoraggio e il recupero dei tabernacoli. Un patrimonio che comprende 950 capolavori databili fra il XIV e il XVII presenti nella cerchia comunale, 800 dei quali di proprietà privata, sotto tutela. Circa cento quelli restaurati, per una somma che sfiora i tre miliardi di vecchie lire, stanziata dagli sponsor. L'ultimo progetto di intervento si deve alla sinergia tra il Comitato, l'Opificio, che si occupa delle ditte da ingaggiare, e Banca Toscana. L'istituto presieduto da Paolo Mottura, che sostiene l'iniziativa dal '94, ha finanziato con 60mila euro sei tabernacoli dislocati fra il centro storico e la periferia fiorentina. Oggi, alle 11.30, sarà inaugurato il tabernacolo in via di Ripoli, la Sacra Famiglia e San Giovanni Evangelista di Giovanni di San Giovanni del XVII. Il 3 febbraio è la volta dell'Annunciazione in piazza dei Ciompi, angolo via Pietrapiana, di autore ignoto del XVI. Entro il mese di marzo saranno completati la Madonna in trono con Bambino di Jacopo del Casentino del XVI (Giraldi angolo Albizi), la Vergine Maria con Santi di Bicci di Lorenzo del XV (Centostelle), la Madonna con Bambino di autore ignoto del XVI (PisanaLunga) e la Natività con S. Rocco e S. Giuliano di Sebastiano Mainardi del XV (BrozziPistoiese). Il censimento dei tabernacoli fiorentini è visibile sul portale del Comune.