Eco internazionale ce la siamo guadagnata. Fatto scontato quando c'è di mezzo Leonardo da Vinci, più che mai se avvolto nel manto misterioso di quella famosa «Battaglia di Anghiari» che da secoli intriga gli storici dell'arte di tutto il mondo. Colpa di quel «cerca trova» del Vasari, e della testardaggine di chi non si è mai rassegnato all'idea di non poterla vedere. Fra questi l'ingegner Maurizio Seracini che da decenni non ha mai mollato la presa e ha travolto con il suo entusiasmo anche il sindaco Renzi che per nulla al mondo avrebbe perso l'occasione di una ribalta internazionale di tale portata. Ora però siamo in stand by. E i dispettucci fra Seracini e Sovrintendenza, Opificio delle Pietre Dure compreso continuano. Ieri la Sovrintendente Cristina Acidini ha precisato che «non è stata chiesta alcuna ulteriore autorizzazione alla prosecuzione dei lavori». Sull'altro fronte Seracini ammette: «E' e resterà tutto fermo almeno fino alla metà di maggio». Già, perchè dopo la mega presentazione dei primi risultati di un mese fa «non è stata data ancora risposta». Renzi, che per trovare il fumus di una mezza pennellata del Genio sarebbe persino pronto alla pace con Bersani, s'è rivolto al ministro per i beni culturali, Lorenzo Ornaghi atteso in Palazzo Vecchio per la metà di maggio. E ora, risse a parte, urge una decisione. Perchè con Leonardo anche le figuracce sono sicuramente mondiali.