Il procuratore e il titolare del dicastero collaborano per recuperare le centinaia di preziosi libri scomparsi Scandalo biblioteca dei Girolamini, il procuratore Giovanni Melillo va in trasferta a Roma. Il magistrato che coordina l'inchiesta sulla sparizione di centinaia di preziosi libri dallo storico complesso monumentale di via Duomo, ieri mattina, si è incontrato con il ministro ai Beni culturali, Lorenzo Ornaghi. Un faccia a faccia organizzato per fare il punto della situazione e rafforzare la collaborazione iniziata con la nomina di Mauro Giancaspro come custode della biblioteca messa sotto sequestro conservativo dalla Procura che ha indagato l'ex direttore, Massimo De Caro, per peculato. Bocche cucine sul contenuto dell'incontro. Estremo riserbo anche sulle indagini condotte dai carabinieri del Nucleo tutela beni storici, guidato dal capitano Carmine Elefante. Da mesi i militari tentano di fare luce su quello che è avvenuto nella struttura, dove, tra gli altri, ha studiato Giambattista Vico. «La vicenda richiede valutazione approfondite», si limita a dire Melillo che coordina il lavoro dei pm Michele Fini e Antonella Serio. È in corso una vera e propria caccia, in tutto il mondo, agli antichi libri scomparsi per riportarli a Napoli. Si tratta di volumi dall'immenso valore che farebbero la felicità dei bibliofili e che quindi potrebbero essere stati messi all'asta da qualcuno che spera di guadagnarci. Ma non è improbabile che siano finiti in case di privati: collezionisti pronti a tutto pur di averli. Sarebbero almeno 1500 i libri scomparsi, dagli anni del dopo terremoto, quando la biblioteca dei Girolamini fu occupata dai senza casa, a oggi. Secondo quanto sostengono gli inquirenti, la biblioteca sarebbe stata ancora saccheggiata. De Caro è indagato proprio perché sospettato di aver preso libri dagli scaffali e averli portati via. Accuse respinte dal manager che ricorda come l'inchiesta sia partita proprio da una sua denuncia. Ma chi gli si oppone, invece, fa notare che De Caro è andato in Procura solo dopo la massiccia adesione (raccolte oltre duemila firma in poche settimane) alla petizione promossa da studiosi e intellettuali per denunciare il grave stato di abbandono del complesso monumentale. Contro De Caro ci sono anche alcuni video, almeno otto, registrati dal sistema di videosorveglianza che lo riprendono mentre porta fuori della biblioteca alcuni plichi: «Erano solo cartacce e riviste di nessun valore», la difesa dell'ex direttore. Intanto, ieri, è stata un'altra giornata da dimenticare sul fronte del turismo. I visitatori che si sono presentati in via Duomo per ammirare il complesso dei Girolamini hanno trovato le porte sbarrate. Vietato l'accesso, non solo alla biblioteca, ma a tutto il monumento. Uno strappo alla regola è stato fatto solo per una scolaresca del quinto circolo didattico di Portici.