Tutto quel che potevamo fare l'abbiamo fatto. Ora dovete dirci voi cosa tagliare». La frase piomba a metà della discussione, quando - dietro i toni pacati e concilianti - si capisce che la sostanza è lacrime e sangue, soldi che svaniscono e posti di lavoro in bilico. Il mondo delle fondazioni culturali alza le mani in segno di resa: più di così non possiamo tagliare, abbiamo già ridotto, razionalizzato, risparmiato. Sono in quindici, attorno al tavolo: il sindaco Fassino, che ha convocato l'incontro, l'assessore alla Cultura Braccialarghe, e poi i vertici di Palazzo Madama, Mao, Gam, Teatro Regio, Teatro Stabile, Salone del Libro, Unione Musicale, Museo del Cinema e Film Commission. Due ore di dibattito serrato. Il sindaco illustra un quadro a tinte fosche. «Non sono qui per far regredire il settore, anzi», premette. Però non nasconde la difficoltà del momento. La città investirà sul comparto cultura 26 milioni di euro nel 2012, cinque in meno del previsto, che potrebbero diventare 3,5 se, come pare, un milione e mezzo sarà ricavato da risparmi generali. Un sacrificio richiesto dai vincoli di bilancio e imposto - per quanto riguarda il settore - da una struttura della spesa non più sostenibile: a Torino la Cultura è finanziata quasi per intero con investimenti. Una quarantina di milioni all'anno fino al 2011, quando però la città investiva in totale quasi 150 milioni. Nel 2012 Palazzo di Città ha deciso di dimezzare gli investimenti; mantenere inalterato il capitolo cultura avrebbe significato far confluire li metà delle spese in conto capitale. Impossibile. Come è impossibile, per le istituzioni culturali torinesi, mantenere offerta e occupazione agli attuali livelli di fronte all'ulteriore contrazione di risorse, l'ultima di una lunga serie che ha visto il Comune, e ancor di più la Regione, ridurre fortemente gli stanziamenti negli ultimi anni. «Ci consultate soltanto quando c'è da presentare il conto dei tagli, mai quando c'è da elaborare una strategia. Chiediamo di essere interpellati di più per la definizione dell'offerta culturale», è il lamento dei partecipanti al tavolo. Obiezioni e frecciate, che finiscono per riversarsi contro le ultime due scelte dell'amministrazione, il Festival del Jazz e la riapertura delle Ogr. Perché inaugurare nuove manifestazioni, invece di concentrarsi sull'offerta già esistente? Seguendo iniziative solitarie, secondo l'accusa, che hanno sottratto risorse al sistema? Una - il jazz - dagli esiti incerti; l'altra - le Ogr - in affanno, se è vero che ieri mattina, nella tradizionale riunione del Comitato Italia 150, si è ventilata l'apertura di due nuove mostre, a giugno, nella manica che fino all'anno scorso ospitava Stazione Futuro per compensare i risultati finora inferiori alle aspettative di «Fare gli italiani», a un mese dalla riapertura. La prima esposizione sarà dedicata alla storia dell'Aeronautica: dal 2 giugno al 4 novembre. Sarà organizzata dal Comitato nazionale per le celebrazioni del Centenario dell'Aeronautica italiana. Raccoglierà reperti e cimeli, tra cui velivoli militari storici. Sarà finanziata da sponsor privati, con la promessa di un sostegno da parte degli enti pubblici. La seconda esposizione, invece, sarà intitolata «Le macchine di Leonardo»: voluta dal direttore generale Alberto Vanelli, avrà il sostegno del ministero. In coda al vertice di ieri sera in Comune è rimasta una domanda. «Tutte le economie possibili sono state fatte. Ora diteci voi: cosa tagliamo? II personale? Le produzioni? Perché una cosa è certa: con i tagli che subiamo dal 2008 non possiamo mantenere l'offerta allo stesso livello. Ormai siamo all'osso». «Lavoreremo per limitare le conseguenze sulle istituzioni culturali», ha risposto Fassino, rimandando al prossimo incontro la definizione dei sacrifici per ciascun ente. «Il forte investimento culturale realizzato in questi anni è un patrimonio prezioso che contribuisce allo sviluppo di Torino e alla sua attrattività. Va in ogni modo preservato». Sul «come» il sindaco ha ribadito la sua ricetta: sinergia tra pubblico e privato, mecenatismo civico.