Il palazzo Te torna a far parlare di sè in Italia, ma per il comitato scientifico rottamato, mentre di quello nuovo a 3-5 membri non si è più sentito parlare. Sicchè Crespi ne fa a meno da 4 mesi. Il cda la scorsa settimana ha approvato il bilancio, senza parlarne. Intanto Vittorio Sgarbi, ieri sul Giornale, polemizza con "L'Espresso" e scrive: "il disinformato giornalista afferma che Palazzo Te è un mio feudo. Mi farebbe piacere...». Cos'è? Un amo lanciato al sindaco Sodano? Ieri sulla Gazzetta è intervenuto Giulio Busi, un ebraista che insegna da 12 anni all'università di Berlino e che faceva parte del comitato scientifico del Te. Busi apre un nuovo scenario: la figuraccia che Mantova sta facendo rinunciando a elaborare cultura senza pretendere un immediato ritorno economico. Ed ecco un boomerang non messo in conto. L'immagine che riflette la cacciata dei personaggi del comitato scientifico che avevano accettato di entrarvi con Salvatore Settis e poi con Alain Elkann. Gratis (solo il rimborso del viaggio), regalavano una-due giornate di lavoro per il pensatoio mantovano. Costavano troppo, ha detto il presidente Angelo Crespi, e costavano troppo, ha ripetuto il sindaco Nicola Sodano: 10mila euro a convocazione, compreso il volo di chi veniva dagli Usa e il noleggio del tavolo. Il prof. Stefano Baia Curioni (direttore master economia dell'arte alla Bocconi) ha scritto al sindaco per tutelare la sua reputazione: non solo ha donato il suo tempo e il suo lavoro (una ricerca sulla mostra degli arazzi) al Te, ma non ha nemmeno mai chiesto il rimborso di benzina e autostrada. Quel comitato scientifico raccolto attorno a Settis e poi Elkann, non era poi così inutile a sentire cosa dice chi ne faceva parte e oggi, come Gabriella Belli, da direttrice del Mart di Rovereto è addirittura passata a guidare l'intero complesso dei Musei civici di Venezia; declinando causa i nuovi impegni l'invito del sindaco a dire se vorrebbe impegnarsi nel futuro comitato scientifico (lettera inviata a tutti), augura al sindaco che in futuro, con persone altamente qualificate possa riprendere la strada di «un percorso davvero eccezionale, che ha dato alla meravigliosa residenza di Palazzo Te fama mondiale anche per l'attività scientifica che lì si è svolta». Paolo Pejrone, che avrebbe dovuto ripensare i giardini - per i quali è famoso nel mondo - come ai tempi di Federico II, con grande semplicità, scrive «penso che per tutti sia meglio che mi ritiri nel mio orto...». Del resto, Crespi ha già pensato a Toto Bergamo Rossi, che non è un pollice verde, e tantomeno un filosofo dei parchi, per il restauro dei giardini del Te. Ricordano con stima Elkann in molti, come Giorgio Ficara: «Mi dispiace moltissimo che progetti di alto profilo filologico e critico come quelli del comitato presieduto da Alain Elkann siano stati del tutto ignorati e superati». Ficara annuncia così le sue dimissioni, e il sindaco gli risponde, con mail a tutti, che non può dimettersi, è "scaduto". Quelle finesse... direbbe il francese Frangois Hebel, direttore del famoso festival della fotografia di Arles. Il quale indirizza la sua lettera allo cher Alain, dispiaciuto che il Te diventi un luogo d'esposizione come un altro, mentre Elkann aveva messo insieme un «plateau de personnalités passionantes et positives, qui ne sont pas là pour servir de caution à un programme anonyme». Dante Ferretti, 3 Oscar, si scusa: «Sa, sono spesso in America...». Di lettere ne sono arrivate tante. Non quella di Giovanni Agosti, al quale è stata cancellata da Crespi la mostra su Giulio Romano, perché era costosa, senza consultarlo per vedere se e come farla in versione economica. «Ho già scritto sulla Gazzetta cosa penso - ci ha detto ieri il docente -, del resto se Palazzo Te arriva ad ospitare a pagamento una mostra come la Pixar... E' bella e sta andando bene, ma non è storicizzata, e soprattutto non si vede perché non abbia pagato la Pixar per esporla in un luogo tanto prestigioso, visto che è un'azienda con interessi commerciali. Benetton espose le campagne di Oliviero Toscani al Centro Pompidou a Parigi, ma pagò lui. Eppure era un evento culturale. A Milano, tra l'altro, il Comune non ha speso nulla per la Pixar, a Mantova qualche centomila euro. Una delle ultime riunioni del comitato scientifico di Palazzo Te, con Elkann c'erano anche Agosti, Hehel, mons. Brunelli, Daniela Ferrari, Farinella.