Non si ferma la polemica sulla bocciatura dei progetti da parte della Soprintendenza, presentati dagli stabilimenti balneari di Capalbio. Il gruppo parlamentare di Alleanza per l'Italia ha presentato un'interrogazione al Ministro dell'Ambiente per la posa stagionale sull'arenile di fronte agli stabilimenti balneari di strutture amovibili in legno (cabine, pedane e torrette bagnino), ricevendo sempre, tassativi dinieghi che si rifanno al decreto 139. Il sindaco di Capalbio Luigi Bellumori, già due settimane fa aveva scritto al ministero dell'Ambiente. Ora, anche l'Api si è interessata a questa faccenda. «Il Comune sostiene che per gli interventi di modifica dell'arenile che abbiano una durata inferiore ai 120 giorni - scrivono nell'interrogazione - non sia necessaria la concessione di un'autorizzazione con procedura ordinaria e non semplificata e in ogni caso, non trattandosi di interventi permanenti, non dovrebbero essere soggetti ad autorizzazione paesaggistica ma solo agli adempimenti previsti dal regolamento edilizio comunale». Il gruppo parlamentare quindi chiede al ministero di sapere se il Governo interverrà perché vengano rimossi «questi "inopportuni" ostacoli normativi che non permettono agli stabilimenti balneari, in vista della prossima apertura della stagione estiva, di dotarsi di servizi di supporto necessari al benessere e la tutela fisica dei bagnanti e dei turisti» ma anche se il Governo non voglia indagare «affinché si faccia chiarezza in merito alla disciplina normativa elencata, irragionevolmente orientata nella direzione di un inevitabile depauperamento nella ricettività balneare dello splendido litorale sito nella provincia di Grosseto». (f.g.)