L'arte non insegna niente, tranne il senso della vita - diceva Henry Miller. Secondo le ultime stime, il 28 per cento degli italiani trascorre il tempo libero visitando musei, mostre, fiere, gallerie. E i collezionisti che ignorano mode e quotazioni per correre dietro a un sentire ben definito sono in aumento. Sono esplosi, insomma i proseliti di Giuseppe Panza di Biumo che ha consacrato la vita alla ricerca dell'oggetto con «quella sfumatura». Ma se collezionare non è sinonimo di investire, è anche vero che in tempi di crisi economica e minimi in borsa l'arte è diventata un bene rifugio. Con il vantaggio che, sempre e comunque, regala un'emozione. «Ritrovarsi in casa qualcosa che piace salva dall'isolamento - dice Silvia Evangelisti, direttrice di ArteFiera Bologna mostra internazionale di arte contemporanea - E non mette a repentaglio il capitale. Nella scelta, deve sempre prevalere l'istinto. Ma chi vuoi capire se il prezzo dell'opera è giustificato dal mercato, si affianca ad un esperto. Che non deve diventare mai arbitro della scelta». In questo senso, oggi, accanto a figure professionali consolidate come l'antiquario o il gallerista ne troviamo di nuove che gestiscono l'arte alla stregua dei normali beni di consumo. E un certo numero di mostre e fiere (dove il pubblico trova buoni interlocutori e tante proposte per arricchire o dare il via alla propria collezione) sono diventate un punto di riferimento. «I mestieri dell'arte non sono solamente quelli legati alla struttura-museo - osserva Silvia Evangelisti - Ci sono numerosi profili satellite che ruotano intorno a eventi e istituzioni. E che creano mercato. Per non parlare dell'editoria specializzata, delle rubriche e degli special che stampa e televisione dedicano regolarmente all'arte». Informare, educare il pubblico è diventato, insomma, un obiettivo diffuso e sfaccettato che trova riscontro pratico nell'apertura (il 2 gennaio 2007, a Roma) del Museo del XXI secolo, «Maxxi»: 26mila metri quadri interamente dedicati all'arte contemporanea. «Oltre a portare posti di lavoro, il nuovo museo colmerà un vuoto nell'arte italiana: l'attenzione ai contemporanei - dice Silvia Evangelisti - Nel nostro Paese non è mai stata altissima. Si è sempre tutelato il patrimonio esistente senza favorire i talenti del secolo in corso. Dimenticando che Giotto, Leonardo, Raffaello, Caravaggio sono stati sostenuti dalla chiesa, dallo stato, dai principi. Mondo dell'arte e mercato dell'arte sono cose diverse ma complementari: sono connessi. Dove sarebbero, insomma, i maestri del Rinascimento senza i mecenati?».
I nuovi manager del bello redditizio
L'arte non insegna niente, tranne il senso della vita. Secondo le ultime stime, il 28 per cento degli italiani trascorre il tempo libero visitando musei, mostre, fiere, gallerie. I collezionisti che ignorano mode e quotazioni per correre dietro a un sentire ben definito sono in aumento. L'arte è diventata un bene rifugio in tempi di crisi economica e minimi in borsa. Regala un'emozione e salva dall'isolamento. La scelta deve sempre prevalere sull'istinto. Chi vuoi capire se il prezzo dell'opera è giustificato dal mercato, si affianca ad un esperto.
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