Indagato per peculato il direttore De Caro Il ministro Ornaghi: il direttore si è autosospeso dall'incarico NAPOLI - La storica biblioteca dei Girolamini in via Duomo a Napoli è stata sequestrata dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico, su disposizione della Procura di Napoli. Il sequestro rientra nell'ambito dell'inchiesta sul furto di migliaia di volumi antichi denunciato nei giorni scorsi dal direttore Marino Massimo De Caro. Sulla gestione della biblioteca è in atto da tempo una polemica tra studiosi con pesanti accuse allo stesso De Caro che l'interessato ha respinto seccamente. Indagato il direttore De Caro. Il direttore della Biblioteca dei Girolamini, Marino Massimo De Caro, è indagato per peculato nell'ambito dell'inchiesta sul furto di migliaia di volumi condotta dalla procura di Napoli. Nelle scorse ore i carabinieri hanno compiuto numerose perquisizioni sia nell'abitazione veneta di De Caro, sia nella foresteria interna al complesso dei Girolamini, di cui il direttore si serve insieme alla segretaria, sia nell'alloggio di Don Marsano. A quanto si è appreso sono stati ritrovati numerosi libri antichi, alcuni dei quali potrebbero provenire dalla biblioteca. Gli investigatori hanno anche acquisito alcuni filmati delle telecamere di sorveglianza e sentito diverse persone informate dei fatti, tra cui il docente universitario Tomaso Montanari, promotore della petizione con circa 2 mila firme rivolta al ministro Ornaghi per ottenere l'allontanamento di De Caro dalla biblioteca. Ornaghi: De Caro si è autosospeso. Il direttore della Biblioteca dei Girolamini Massimo De Caro «si è autosospeso dall'incarico fino al completamento di ogni indagine». Ne dà notizia il ministro dei beni culturali Lorenzo Ornaghi rispondendo alla Camera ad una interrogazione presentata dal Pd. Nella sua risposta Ornaghi ha anche sottolineato che la nomina del direttore della storica Biblioteca non dipende dal ministero bensì dalla Congregazione religiosa che la gestisce. La lettera con la quale il direttore De Caro si è autosospeso, ha precisato Ornaghi, è del 17 aprile 2012. A nominare De Caro, in deroga all'articolo dello statuto della biblioteca che imporrebbe l'obbligo di affidare quel ruolo ad un religioso, secondo quanto ha sottolineato il ministro, il Conservatore della Congregazione, Sandro Manzano, in seguito alle dimissioni del precedente direttore Alberto Bianco, primo laico a svolgere quelle funzioni. Il ministero, attraverso il direttore generale per le arti e il paesaggio Maurizio Fallace, si è limitata a «prendere atto della nomina». Quanto al rapporto di consulenza che lega De Caro al Mibac, Ornaghi ha precisato che si tratta di una consulenza decisa dal suo predecessore (Galan ndr), che lui si è limitato a confermare. Il ministro ha quindi riferito di una serie di ispezioni che il ministero ha fatto negli anni alla Biblioteca. Da queste ispezioni, ha detto, sarebbero emerse «gravi inadempienze» nella contabilità e nella custodia dei libri. Oggi, ha ricordato Ornaghi ai parlamentari, il sequestro conservativo ordinato dalla procura di Napoli ed eseguito dai carabinieri, con l'affido della custodia a Mauro Giancaspro, professore all'università di Napoli. «Attendiamo sereni - ha concluso Ornaghi - l'esito delle indagini». La videosorveglianza. Secondo quanto si apprende, la denuncia sarebbe stata presentata dai dipendenti della biblioteca. Al centro della denuncia ci sarebbero le immagini del sistema di videosorveglianza. Alcuni libri, come dimostrerebbero i video, sono stati inscatolati e portati all'esterno della biblioteca. Secondo il direttore, però, i volumi sono stati inseriti nelle scatole e succcessivamente portati all'esterno della struttura a causa di alcuni lavori interni alle sale della biblioteca. Il decreto di sequestro della biblioteca dei Girolamini a Napoli è stato emesso in via d'urgenza «al fine - si legge in un comunicato a firma del procuratore aggiunto Giovanni Melillo e del procuratore facente funzioni Alessandro Pennasilico - di preservare l'integrità del materiale letterario di enorme valore custodito nella struttura». Il direttore della Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, si legge ancora nella nota, è stato contestualmente nominato custode della biblioteca dei Girolamini. Rinviata la conferenza stampa organizzata per questa mattina dai responsabili della biblioteca dei Girolamini. Annullata anche la "giornata di verità" che prevedeva una visita alla biblioteca aperta alla cittadinanza. «Siamo tranquilli - ha detto un seminarista della Congregazione dell'Oratorio, proprietaria della storica biblioteca - il sequestro è la conseguenza della denuncia presentata dal direttore Massimo Massimo De Caro ai carabinieri sulla sparizione di centinaia di volumi». Piccolo gruppi di visitatori sono stati ammessi all'interno del chiostro e della quadreria del complesso monumentale. La libreria è stata a lungo frequentata da Giambattista Vico. È una delle più antiche, aperta dal 1586 con libri rarissimi. La Biblioteca dei Girolamini a Napoli, oggi sequestrata su disposizione della Procura che intende vederci chiaro su un furto di migliaia di volumi antichi, aperta nel 1586 è uno stupendo scrigno di ricchezze artistiche, oltre che per la monumentale presenza libraria, per le quattro stupende sale settecentesche. La Biblioteca, che dipende dal Ministero per i Beni culturali, è annessa al Monumento nazionale dei Girolami contiene circa 160 mila volumi, tra cui 5000 edizioni del Cinquecento, 10 mila edizioni rare e di pregio, ed è stata arricchita negli anni grazie all'acquisizione di diversi Fondi librari. Si tratta di una delle biblioteche più specializzate in testi di Teologia cristiana e Filosofia. Don Sandro Marsano: «La magistratura faccia luce al più presto» NAPOLI - «La magistratura faccia luce al più presto e se qualcuno ha delle colpe paghi». Lo dice il conservatore del complesso dei Girolamini di Napoli, don Sandro Marsano, commentando il sequestro della biblioteca a seguito della sparizione di circa 1500 volumi, effettuato dai carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale. L'indagine è partita dalla denuncia fatta «circa 15 giorni fa - spiega don Marsano - quando è stato trovato uno schedario che elencava una serie di libri che non sono nella biblioteca. Dagli anni '50 al 2007 moltissimi volumi sono usciti e noi abbiamo sporto regolarmente denuncia». Nessun collegamento, sostiene quindi il conservatore dei Girolamini, con la lettera inviata al ministro Ornaghi da parte di intellettuali napoletani e non sulla gestione della biblioteca: «È possibile dimostrare - risponde - che siamo entrati in possesso dello schedario solo pochi giorni fa». Al momento si tratta di «volumi smarriti - aggiunge - e pensiamo che lo smarrimento risalga agli anni '50-'60, quando ci fu anche un processo in merito. Se i libri non saranno ritrovati, allora si tratterà al 99 di un furto». «Se ci sono respnsabilità vengano individuate - conclude - e se si tratta di un malinteso venga chiarito subito».
NAPOLI - Inchiesta su migliaia di libri antichi spariti sequestrata la biblioteca dei Girolamini
Il direttore della Biblioteca dei Girolamini, Marino Massimo De Caro, è stato indagato per peculato nell'ambito dell'inchiesta sul furto di migliaia di volumi antichi. I carabinieri hanno sequestrato la biblioteca su disposizione della Procura di Napoli. Il direttore si è autosospeso dall'incarico fino al completamento di ogni indagine. Il ministro dei beni culturali Lorenzo Ornaghi ha confermato che la nomina del direttore della biblioteca non dipende dal ministero, ma dalla Congregazione religiosa che la gestisce. Ornaghi ha anche sottolineato che la biblioteca è stata oggetto di ispezioni nel corso degli anni, che hanno emerso gravi inadempienze nella contabilità e nella custodia dei libri.
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