«La Quadriennale di Roma ha il compito di promuovere l'arte contemporanea italiana», così recita lo statuto della fondazione. E a settembre 2012 - questa invece è cronaca - data la situazione in cui versa il contemporaneo a Roma e in Italia, la Quadriennale non si farà. «Sono venuti a mancare i fondi di Arcus - spiega Jas Gawronski, presidente della Fondazione partecipata dal ministero dei Beni culturali e dal Comune di Roma - e così in autunno non ci sarà la mostra al Palaexpò. Speriamo di riuscirci nel 2013. Intanto, faremo un altro tipo di eventi nella sede storica di Villa Carpegna, con filmati, dibattiti, incontri con artisti. La vetrina dei talenti, dopo 70 anni, purtroppo salta». La manifestazione pubblica più prestigiosa per lo sviluppo e la conoscenza dei fermenti legati all'oggi, e non alle glorie del passato, segue o anticipa il destino del Maxxi che rischia il commissariamento, del Madre di Napoli che ha dovuto chiudere un intero piano, del Riso di Palermo che lamenta un fabbisogno di 11 milioni di euro, della Mandi Cagliari, della Galleria civica di Trento con i fondi tagliati dal Comune e del Cam di Casoria dove per Vanta un patrimonio documentario su 13.500 artisti attivi in Italia dal 900 Questo il numero di pittori, scultori e creativi in esposizione nel 2008 protesta anche ieri il direttore per il terzo giorno consecutivo ha bruciato tele di artisti in esposizione. E in qualche modo dello stesso Macro, ancora in attesa di una fondazione che gli dia la possibilità di decollare. A questo panorama senza orizzonte si aggiunge appunto la drammatica decisione che sta per adottare il cda della fondazione Quadriennale: di non svolgere l'edizione prevista per il prossimo autunno. «La storica istituzione creata per individuare e promuovere la nuova creatività del nostro Paese, nonostante gli sforzi degli amministratori, si vede costretta alla resa per mancanza di risorse», dichiara Umberto Croppi, ex assessore alla Cultura di Roma che tenne a battesimo la doppia apertura del Maxxi e del Macro proprio due anni fa. «Tutte le istituzioni culturali - aggiunge il responsabile della cultura per il Fli - vivono un momento difficile ma nella scelta delle priorità sembrano avere una considerazione particolare soltanto quelle destinate alla conservazione del patrimonio, relegando la novità, cioè gli elementi vitali nell'ambito del superfluo, di un lusso che non possiamo permetterci. E' come se per il cinema sospendessimo la produzione di nuovi film, ritenendo- ci appagati da quanto ci hanno lasciato Fellini, Visconti e Antonioni». Eppure soltanto due anni fa, con l'inaugurazione del Maxxi e del Macro cui seguì l'arrivo nella capitale di prestigiose gallerie internazionali e l'avvio di varie attività sostenute da collezionisti privati, sembrava che la Capitale stesse configurando un proprio ruolo nella scena internazionale. E invece, la corsa verso il futuro, che non interessa soltanto un gruppetto di stravaganti artisti, ma il turismo, l'economia e l'istruzione (ministeri compresi) di un Paese, riparte da zero. La Quadriennale ha come sede espositiva il Palazzo delle Esposizioni. E a via Nazionale per evitare problemi in calendario stanno già organizzando altri eventi per quelle date. «Noi ci rendiamo conto della situazione in cui versa l'Italia - conclude Gawronski - la torta va divisa in tanti, ma vorremmo lanciare un appello a chi fa le fette. Così il contemporaneo scompare».
ROMA - La Quadriennale non va in mostra. Salta la prossima edizione prevista al Palaexpò.
La Quadriennale di Roma, istituzione creata per promuovere l'arte contemporanea italiana, non si farà nel prossimo autunno a causa di mancanza di fondi. La fondazione, partecipata dal ministero dei Beni culturali e dal Comune di Roma, aveva previsto una mostra al Palaexpò, ma non ci sarà. Invece, si terranno altri eventi nella sede storica di Villa Carpegna, con filmati, dibattiti e incontri con artisti. La decisione è stata presa dopo 70 anni di attività, e segna un momento difficile per le istituzioni culturali italiane, che vivono una crisi di fondi.
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