«Restiamo tranquilli, il sequestro è la conseguenza della denuncia presentata dal direttore De Caro ai carabinieri sulla sparizione di centinaia di volumi». Non si scompone un seminarista della Congregazione dell'Oratorio, proprietaria della storica biblioteca dei Girolamini. Ieri, nelle ore antedecenti la svolta giudiziaria, la sede della struttura di via Duomo è stata visitata da diverse decine di persone che hanno potuto visitare, accompagnati dai volontari che prestano servizio nel complesso monumentale, la Quadreria, i chiostri e la Cappella dell'Assunta. Ma le reazioni all'indomani dell'annunciato sequestro del complesso monumentale gestito dai padri Filippini, sono state tante. Tra i visitatori di ieri c'era anche il musicologo Roberto De Simone, che è stato per alcuni anni direttore della bilblioteca musicale del Conservatorio di San Pietro a Majella. «Non so come siano andate le cose qui - ha detto De Simone - ma so che governo ed enti locali sono lontani dalla cultura a Napoli, così come i politici. I Girolamini sono un monumento di portata mondiale. Ma quando mai Bassolino oppure l'ex sindaco lervolino sono venuti a visitarlo?». L'onorevole Luisa Bossa è stata la prima firmataria dell'interpellanza urgente, sottoscritta da molti deputati del Pd e discussa ieri a Montecitorio sulla storica biblioteca napoletana. «Il ministro Ornaghi ha scaricato la responsabilità su altri ma lo stato di degrado dei Girolamini chiama pesantemente in causa anche il governo, sia soprattutto quello precedente di centrodestra, sia quello in carica», ha affermato la deputata napoletana, che ha aggiunto: «Non si può dire che un patrimonio di quelle dimensioni dipenda solo dalla Congregazione religiosa che lo gestisce. Il Ministero ha un ruolo fondamentale nella cura e nella conservazione dei nostri beni culturali, e lo ha anche nella tutela dei Girolamini, il cui direttore, non a caso, viene nominato d'intesa con il Ministero. Lo stato di abbandono della biblioteca - ha concluso Bossa - si collega a tutto quello che è successo a Pompei, nei Campi Flegrei, in alcune chiese napoletane, nelle ville vesuviane, in questi anni. E il simbolo di una politica sbagliata che ha portato nel degrado il patrimonio culturale italiano». Va giù duro anche Francesco Barbato: «Ornaghi deve revocare a De Caro l'incarico di direttore e cacciarlo dalla Biblioteca», sostiene il capogruppo Idv in commissione Finanze della Camera. «Il ministro - aggiunge il dipietrista - non deve essere condizionato dalla coloritura politica di De Caro, perfetta sintesi dell'inquinante miscela Pd-Pdl e cancellarlo dal libro paga del Mibac. Attiverò in Parlamento il mio potere di sindacato ispettivo». E intervenuto sulla questione anche Paolo Russo: «Ben venga un'indagine approfondita sulla biblioteca dei Girolamini per stabilire la verità dei fatti ed evitare altri furti e scongiurare il declino di uno storico e prestigioso presidio culturale», ha sollecitato il parlamentare del Pdl con un'interrogazione al ministro Ornaghi. Infine, Italia Nostra: la presidente Alessandra Mottola Molfino ha ricordato che «da tempo denunciamo la totale assenza di controlli. Controlli affidati alle biblioteche non statali da decenni e alle soprintendenze bibliografiche regionalizzate esposte ai quattro venti che non esercitano tale attività. E questa mancanza di controlli va ad esclusivo vantaggio di mercanti senza scrupoli».
NAPOLI - Anni di disinteresse, molti politici non sono mai entrati qui
Il direttore della biblioteca dei Girolamini, De Caro, è stato sequestrato dopo la denuncia sulla sparizione di centinaia di volumi. La biblioteca è stata visitata ieri da diverse decine di persone, tra cui il musicologo Roberto De Simone. L'onorevole Luisa Bossa ha presentato un'interpellanza urgente al ministro Ornaghi, accusandolo di aver scaricato la responsabilità. Il ministro ha affermato che il governo non è responsabile del degrado della biblioteca. La deputata napoletana ha aggiunto che il Ministero ha un ruolo fondamentale nella cura e nella conservazione dei beni culturali.
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