Gli occhi bassi, poche parole preparate, tono della voce dimesso e un po' impacciato. "Doveva essere una giornata di apertura totale del Complesso. Lo è stata, ad esclusione della Biblioteca che, dopo una denuncia su presunti libri scomparsi, è stata posta sotto sequestro dai carabinieri". Una triste coincidenza, dunque. Don Sandro Marsano, Conservatore del Complesso dei Girolamini, ieri avrebbe dovuto aprire i locali della più antica Biblioteca di Napoli a cittadini e turisti per la "Giornata di verità". Una giornata di "contro-informazione", si diceva, rivolta a tutta la città che, almeno nelle intenzioni degli organizzatori, doveva fare chiarezza dopo le polemiche sulla nomina del nuovo direttore, Marino Massimo De Caro, da ieri autosospesosi e ufficialmente indagato per peculato dalla Procura di Napoli. Perquisite la sua casa di Verona, la foresteria in cui abita quando è a Napoli, interna al complesso dei Girolamini, e anche l'abitazione di padre Sandro. Ieri, i carabinieri ne hanno sequestrati alcuni di cui ora bisognerà accertare la provenienza: non è escluso, infatti, che facciano parte dei libri sottratti alla Biblioteca. Eppure proprio De Caro aveva denunciato la scomparsa di 1500 libri. Posti, dunque, i sigilli ai por-tali seicenteschi. Il motivo? Per tutelare l'integrità dei volumi custoditi all'interno. E si capisce: la Girolamini possiede un patrimonio di 150 mila volumi antichi e manoscritti, alcuni rarissimi. Non è chiaro, invece, come mai a dirigerla fosse stato imposto dal ministero per i Beni e le Attività culturali (si tratta di una bibilioteca pubblica statale) il sedicente "professor" De Caro, personaggio oscuro, noto per essere legato all'entourage di Marcello Dell'Utri, noto bibliofilo. Della Biblioteca dei Girolamini si era occupato per primo Tomaso Montanari per Il Fatto. L'aveva visitata e aveva visto pile di libri preziosi poggiate per terra, lattine di Coca Cola sui banconi. Voci intorno parlavano di libri che spariscono con una certa regolarità. Ieri, il ministro per i Beni Culturali Lorenzo Ornaghi ha parlato di "gravi inadempienze" nella contabilità e nella custodia dei libri. Ma è il personaggio di De Caro che ha fatto sollevare i dubbi. Al momento De Caro è consulente del Mibac nel settore della cultura e dell'editoria nonché delle tematiche riguardanti la normativa in materia di fonti rinnovabili. Era stato scelto da Giancarlo Galan prima quando era ministro dell'Agricoltura e poi ai Beni Culturali. L'attuale ministro Ornaghi l'ha confermato al suo posto "in qualità di consulente esperto". Il punto è che De Caro non si è mai laureato: iscrittosi all'Università di Siena nel 1992 non ha mai concluso i suoi studi. Si è distinto però per aver mediato nell'affare del petrolio venezuelano mentre era vicepresidente esecutivo di Avelar energia (nel libro di Ferruccio Sansa e Gatti Il sottobosco è "uno dei casi più clamorosi di alleanza tra berlusconiani e dalemiani"). E poi per la buona amicizia con il senatore Dell'Utri: nel 2005, alla Mostra del libro antico sponsorizzata da Dell'Utri, De Caro aveva venduto un incunabolo del 1499 acquistato in Svizzera. Il volume però risultava sottratto ad una biblioteca milanese e l'alacre commerciante librario finì ad essere indagato per ricettazione . La vicenda si concluse con un nulla di fatto: l'oggetto della ricettazione sparì e la posizione delle persone coinvolte fu archiviata. De Caro è socio di una società di energia del figlio di Dell'Utri e "segretario organizzativo nazionale" dell'associazione "Il Buongoverno-Coesione Nazionale " costituita lo scorso 27 marzo. Presidente nazionale onorario, ça va sans dire, Marcello Dell'Utri. Erano stati proprio alcuni dei membri del "Buongoverno" al Senato a presentare un'interrogazione al ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo, per avviare un'ispezione sulla condotta di Tomaso Montanari e del suo collega accademico Francesco Caglioti che, dopo l'articolo apparso sul Fatto, avevano promosso una petizione per la salvaguardia della Biblioteca. Le firme sono ora circa 4mila tra cui quella di Salvatore Settis, Dario Fo, Gustavo Zagrebelsky e molti altri intellettuali sensibili al tema. La Biblioteca dei Girolamini è stata affidata in custodia al direttore della Biblioteca nazionale, Mauro Giancaspro. Anche Montanari verrà sentito dai pm: commentando le parole del ministro Ornaghi (che ha specificato che la nomina del direttore della biblioteca non dipende dal ministero), il nostro collaboratore ritiene che Ornaghi avrebbe potuto "revocare immediatamente la ratifica ministeriale alla nomina di padre Sandro Marsano quale Conservatore del Monumento nazionale dei Girolamini, da cui dipende la nomina del direttore della biblioteca, licenziare in tronco De Caro dal ruolo di suo consigliere, nominare immediatamente un commissario straordinario". "Giornata di verità" rimandata a data da destinarsi.