Dopo il sequestro dei carabinieri, ecco cosa c'è nell'indagine aperta sui volumi spariti dall'antica biblioteca dei Girolamini: decisivi alcuni filmati "Trafugati libri importantissimi" otto video accusano De Caro Tra la folla c'è anche il maestro Roberto de Simone. Insieme a tanti napoletani ieri mattina si è presentato nel complesso monumentale dei Girolamini. Doveva essere il giorno in cui il direttore Massimo Marino De Caro e il conservatore don Sandro Marsano aprivano al pubblico con l'iniziativa "La verità con i tuoi occhi", per testimoniare il lavoro che si starebbe svolgendo per il recupero dello storico complesso, gestito dalla congregazione dei padri oratoriani. Invece, è stato il giorno della bufera giudiziaria che ha travolto lo stesso De Caro e l'antica biblioteca, messa sotto sequestro conservativo dalla Procura su disposizione dei pm Michele Fini e Antonella Serio. Un provvedimento preso d'urgenza per evitare il rischio che sparissero altri libri e le prove su quanto già portato via. L'ex direttore della biblioteca dei Girolamini, che ieri si è autosospeso, è indagato per aver trafugato alcuni preziosi libri. Inchiesta delicata, quella coordinata dal procuratore Giovanni Melillo e condotta dai carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale, sulla scandalosa gestione di un patrimonio unico in Europa che rischiava di essere smembrato, fatto a pezzi, con libri antichissimi sottratti e fatti sparire nell'indifferenza generale, visto che mancava persino un dettagliato catalogo dei volumi custoditi. Sono pesantissime le accuse nei confronti di De Caro: si va dal peculato alla distruzione di documenti, ovvero delle schede che avrebbero potuto dimostrare come dalla biblioteca siano stati sottratti preziosi testi. Contro il bibliofilo legato a Marcello Dell'Utri ci sono anche otto riprese video: lo si vedrebbe mentre con alcuni complici porta via volumi dalla biblioteca. Raid che sarebbero avvenuti in ore serali e notturne e che sono stati registrati dalle telecamere del sistema di videorsorveglianza. Merito di due fratelli che lavorano con mansioni di natura varia nella biblioteca, ma che attraverso internet potevano connettersi dalla loro abitazione con il sistema di videosorveglianza installato nel complesso dei Girolamini. I due fratelli raccontano agli inquirenti anche di aver visto l'ormai ex direttore introdursi la notte in compagnia di altre persone, prelevare libri dagli scaffali, ficcarli in borsoni e scatole e portali all'esterno. Qui il materiale veniva caricato su alcuni veicoli parcheggiati in via Duomo. De Caro avrebbe ricevuto le chiavi da padre Sandro Marsano, conservatore della biblioteca stessa. Contemporaneamente al sequestro, i carabinieri hanno eseguito numerose perquisizioni. Le prime nell'alloggio a disposizione di De Caro all'interno del complesso e nella sua abitazione di Verona. Perquisite anche le case di Padre Marsano che, comunque, non è indagato. Il provvedimento dei pm è scattato anche perché le incursioni, come denunciato da uno dei testimoni chiave, erano ancora in corso. In particolare De Caro è stato notato all'interno della biblioteca mercoledì sera quando il sistema di videosorveglianza sarebbe stato manomesso, ma su questo sono in corso accertamenti. Dal canto suo De Caro respinge le accuse: «Io i libri li ho recuperati mentre altri, vedi la soprintendenza della Lombardia, li facevano finire all'estero. Tra gli oltre mille testi che ho a casa, i carabinieri hanno sequestro solo 3 dei 28 volumi che ho recuperato a Londra. I militari sapevano che erano ancora in mio possesso e che presto li avrei portati a Napoli». E aggiunge: «Ho piena fiducia nella magistratura che evidentemente ha deciso di iniziare a indagare sul direttore per far luce sulla vicenda dei circa 1500 libri scomparsi prima del mio arrivo che io ho denunciato». Anche sulle immagini che lo riprenderebbero intento a rubare libri, il manager è netto: «Ho portato via da quei locali solo vecchie riviste e carte di nessun valore che poi ho gettato nei cassonetti della raccolta differenziata». Intanto, in atteso dei risultati delle indagini (la biblioteca è stata affidata in custodia al direttore della Biblioteca Nazionale, Mauro Giancaspro), non si fermano le polemiche. Nelle scorse settimane ben 2000 persone avevano sottoscritto la petizione promossa dallo storico dell'arte Francesco Caglioti che insieme a studiosi e intellettuali aveva lanciato un appello alla città per salvare la biblioteca. Su quanto avvenuto, intanto, Guido Donatone, dell'associazione "Italia nostra", chiede al governo di avviare una commissione d'inchiesta. Durissima è la presa di posizione di Roberto De Simone: «Quello che accade ai Girolamini è un segnale di malessere. A Napoli la politica è lontana dalla cultura. I Girolamini sono un monumento di portata mondiale, ma quando mai Bassolino o il sindaco Iervolino sono venuti a visitarli?». Il musicologo, appena ha scoperto del sequestro della biblioteca, si è lasciato andare a un vero e proprio j'accuse, parlando anche della situazione di difficoltà del Conservatorio di San Pietro a Majella: «Mi vergogno di quello che accade in questa città. Mi sento apolide e mi viene voglia di non pagare più la tasse. Ho una pensione di 948 euro, non ho case né auto, non possono sequestrarmi nulla...». (20 aprile 2012)