Cresce la protesta dei disoccupati che dopo la partecipazione ai corsi di orientamento (8mila persone) ora chiedono che sia aumentata la quota dì coloro (1250) che potranno accedere alla seconda parte del progetto: i corsi di formazione. Altra giornata di tensione. Mentre circa 350 senzalavoro (Rdb precari organizzati, Fld, eurodisoccupati, Banchi Nuovi, autorganizzati di Acerra) erano partiti per Roma per portare la loro protesta sotto la sede del Ministero del welfare, proteste anche a Pompei e ad Acerra oltre che a Napoli. Qui i disoccupati del Coordinamento di lotta per il lavoro - fallito un tentativo di concentrarsi in piazza Cavour (è intervenuta la polizia perché ieri ciò non rientrava negli itinerari a suo tempo concordati in Prefettura) - in quindici hanno occupato il Museo di Capodimonte. Sedici di loro sono stati denunciati dalla Digos: 15 per «invasione di edificio» e «interruzione di pubblico servizio», l'ultimo per «violenza e resistenza a pubblico ufficiale». Il primo corteo a partire era stato, da piazza Mancini, quello del Sindacato Azzurro: «Chiediamo trasparenza sulle clientele e i nepotismi operati dalle istituzioni locali», urlava il leader Vincenzo Guidotti, «adesso che i soldi messi a disposizione dal governo sono stati sperperati», sosteneva, «qualcuno istiga le liste ad andare a Roma». Pochi e tranquilli. Intanto in piazza Cavour affluivano gli uomini del Coordinamento di lotta, ma è intervenuta la polizia: il corteo infatti non era autorizzato (secondo il calendario fissato in sede di Comitato, ieri la manifestazione si sarebbe potuta tenere solo in piazza Mancini). A quel punto i manifestanti si sono parpagliati tra varie strade del centro: non si capiva che cosa volessero fare. In questi casi gli agenti presidiano una serie di obiettivi (Museo archeologico, Duomo, Stazione ferroviaria, l'albergo dove si stava svolgendo un convegno con la Buffardi) ma una quindicina di disoccupati sono riusciti lo stesso a entrare, alla spicciolata, nel museo di Capodimonte (gli altri, rimasti fuori perché erano stati chiusi gli ingressi). Stabilitisi sul ballatoio del primo piano (ma la mostra del Caravaggio è al secondo), dopo un po' hanno iniziato a impedire l'ingresso ai visitatori. È intervenuta la polizia. Mentre i 15 venivano condotti in Questura, i compagni all'esterno del parco hanno dato luogo a un sit-in bloccando il traffico nella zona: un altro disoccupato è stato portato in via Medina. Poi le denunce. Il portavoce, Gino Monteleone, parla di «repressione brutale: non è questo il modo di affrontare un'emergenza che chiama in causa enti locali e governo». In contemporanea proteste anche a Pompei (una cinquantina di aderenti al Movimento zona est hanno fatto volantinaggio senza impedire l'accesso agli scavi) e ad Acerra, dove la questione lavoro si salda con quella di unabonifica ambientale: l'occupazione del Municipio s'è conclusa dopo un incontro col sindaco Marietta.